Dopo quasi un decennio dalle prime promesse e innumerevoli rinvii, l’evento di ottobre 2026 ha finalmente svelato al mondo la nuova generazione della Tesla Roadster. Rispetto al prototipo mostrato nel 2019, la vettura ha subito una trasformazione ingegneristica e stilistica radicale, allontanandosi definitivamente dai canoni classici delle auto sportive. Elon Musk ha infatti presentato un veicolo capace non solo di accelerazioni al limite della fisica, ma addirittura di spiccare brevi voli e compiere acrobazie aeree grazie a una tecnologia di derivazione aerospaziale.

Un design brutale ispirato all’aviazione militare
Abbandonate le linee morbide e sinuose del passato, la nuova Roadster adotta un linguaggio estetico geometrico e spigoloso, palesemente imparentato con il Cybertruck ma caratterizzato da una maggiore complessità delle superfici. Franz von Holzhausen, responsabile del design Tesla, ha confermato che l’ispirazione principale deriva dai caccia militari e dal fascino grezzo delle supercar d’epoca, con richiami evidenti alle storiche Lamborghini.

Il frontale è dominato da due fari triangolari estremamente sottili, mentre la coda presenta una barra luminosa essenziale e un massiccio diffusore. Le quattro grandi aperture posteriori, tuttavia, non ospitano tradizionali tubi di scarico, ma fungono da ugelli per il sistema di spinta.
L’abitacolo mantiene il tipico approccio minimalista del marchio texano. La plancia è quasi completamente nuda, governata da un singolo schermo centrale affiancato da due display ausiliari di dimensioni ridottissime. Il guidatore controlla la vettura tramite una nuova iterazione del volante “yoke”, interfacciato a un sistema steer-by-wire che elimina la connessione meccanica con le ruote, logica applicata anche ai comandi di frenata e accelerazione. I due sedili disponibili, posizionati praticamente rasoterra, ricordano una semplice panca sportiva, inserita all’interno di un telaio sorprendentemente lungo e privo di motore termico.

Prestazioni estreme tra aerodinamica e nuovi telai
Costruita su un’intelaiatura che impiega magnesio, titanio e fibra di carbonio, la hypercar americana poggia su ammortizzatori pushrod di chiara derivazione motorsport, montati entrobordo. Ma è l’interazione con i flussi d’aria a definire le vere prestazioni della Roadster. Ispirandosi a veicoli da record come la McMurtry Speirling, Tesla ha integrato una potente ventola capace di aspirare l’aria dal fondo della vettura, schiacciandola a terra e generando oltre 1.800 kg di deportanza. A completare il pacchetto aerodinamico contribuisce un’ala posteriore attiva a comparsa, capace di adattare la propria inclinazione in tempo reale.
La velocità di punta dichiarata per l’uso stradale in modalità puramente elettrica è di 370 km/h (230 mph), sebbene lo stesso Musk abbia azzardato l’ipotesi di poter raggiungere velocità ancora più folli in futuro. Sorprendentemente, l’evento non ha rivelato alcun dettaglio cruciale sul powertrain elettrico: il numero di motori, i dati su potenza e coppia, nonché le specifiche della batteria e l’autonomia stimata rimangono, al momento, un mistero assoluto.
Propulsori ad aria compressa per sfidare la gravità
L’elemento che ha letteralmente rubato la scena è il sistema di propulsione ausiliario. Le vecchie dichiarazioni sui “razzi” si sono concretizzate in un innovativo impianto basato su propulsori ad aria compressa ad alta pressione. Il sistema attinge da due serbatoi in fibra di carbonio capaci di stoccare fino a 600 litri e 250 kg di aria, ricaricabili autonomamente tramite un compressore installato a bordo.
Attraverso una rete di dieci ugelli direzionali, l’aria compressa viene espulsa per assistere l’auto in diverse manovre critiche. Utilizzando gli sfoghi posteriori per massimizzare la trazione, l’azienda dichiara un’accelerazione da 0 a 60 miglia orarie in appena 0,81 secondi.
Durante la presentazione, la vettura ha dato prova delle sue capacità aeree lanciandosi fisicamente sopra una fila di veicoli Tesla, completando un avvitamento (barrel roll) in volo prima di atterrare in sicurezza. Restano dubbi su quanto a lungo la Roadster possa effettivamente sostenersi in aria o se il sistema sia limitato a singoli salti e acrobazie di breve durata, vista la quantità finita di aria immagazzinata.
Allestimenti, depositi e incognite sulla produzione
La gamma Roadster si articolerà su versioni così diverse tra loro da sembrare veicoli distinti. Il modello base, denominato “Performance” e sprovvisto dell’impianto ad aria compressa, richiede attualmente un deposito di 50.000 euro.
Per chi desidera le accelerazioni da record, il pacchetto “Thrust” sarà disponibile in tiratura limitata e richiederà un deposito astronomico di 250.000 euro. Esiste infine la configurazione “Rocket”, l’unica dotata degli ugelli inferiori per saltare e volare. Questa variante estrema sarà venduta esclusivamente su invito, comporterà l’eliminazione del sedile passeggero per far posto all’hardware aggiuntivo e, per palesi ragioni di sicurezza, non sarà omologata per l’uso stradale.
Nonostante il debutto del prototipo funzionante, il prezzo di listino definitivo non è stato ancora comunicato. Musk ha fissato l’avvio della produzione per il 2028, un orizzonte temporale che gli appassionati e gli analisti di mercato guardano con cautela, considerando che il progetto originale risale ormai a oltre un decennio fa.
