Ferrari smentisce il caso Luce: nessuna forzatura sui collezionisti storici per la nuova elettrica

Ferrari smentisce il caso Luce: nessuna forzatura sui collezionisti storici per la nuova elettrica

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A pochi giorni dalle indiscrezioni che hanno acceso il dibattito nel settore delle vetture ad altissime prestazioni, arriva la netta presa di posizione ufficiale da Maranello. Recentemente avevamo analizzato il report pubblicato da Bloomberg, secondo il quale la casa del Cavallino Rampante avrebbe utilizzato la raccolta ordini della nuova Ferrari Luce come uno strumento di selezione e una specie di esame di fedeltà per la propria clientela più esclusiva. Lo scenario ipotizzato vedeva l’acquisto della vettura a batteria da 550.000 euro come un passaggio quasi obbligato per non perdere la priorità nelle liste d’attesa dei futuri modelli in edizione limitata. Questa ricostruzione, tuttavia, è stata categoricamente smentita dai vertici dell’azienda.

La smentita ufficiale affidata ai microfoni di Automoto

Per fare definitiva chiarezza su una vicenda che ha sollevato non pochi interrogativi tra gli appassionati e gli investitori, il costruttore emiliano ha scelto di rispondere direttamente ai quesiti sollevati dalla testata Automoto. A esporre la linea ufficiale dell’azienda è stato il Chief Marketing Officer, Enrico Galliera, che ha stroncato sul nascere le voci circolate nei giorni scorsi.

Il manager ha respinto le tesi relative a presunte pressioni commerciali esercitate sulla rete dei collezionisti. Il capo del marketing ha chiarito che nel settore circolano regolarmente numerose voci infondate e che le tesi relative a obblighi o vincoli d’acquisto non corrispondono al vero. La linea aziendale, definita fin dal momento del lancio, prevede che questa specifica autovettura sia stata concepita per intercettare una tipologia di acquirente differente rispetto a quella tradizionale, fermo restando che i clienti storici rimangono liberi di ordinarla se lo desiderano.

Il rischio commerciale dei clienti insoddisfatti e la tutela del brand

Nel corso della sua analisi, il direttore del marketing ha approfondito le ragioni industriali e comunicative che renderebbero del tutto controproducente una strategia di vendita forzata. Obbligare un appassionato ad acquistare un veicolo non in linea con i suoi gusti personali si trasformerebbe in un immediato boomerang economico e d’immagine per la stessa scuderia di Maranello.

Il pericolo principale è legato alla nascita dei cosiddetti “bad ambassador”, ovvero profili di altissimo rilievo e dotati di grande influenza che, se costretti a un investimento non pienamente condiviso, finirebbero per farsi portavoce di messaggi negativi e di scontento, danneggiando la reputazione del marchio. La dirigenza ha ribadito l’assoluta necessità che l’atto d’acquisto si fondi su una totale convinzione da parte del compratore. Qualora un automobilista si trovasse vincolato a comprare un mezzo senza apprezzarlo, l’inevitabile passaparola negativo finirebbe per distruggere il valore intrinseco del prodotto stesso. Si tratta di un fenomeno penalizzante che, secondo la visione della casa italiana, si è già verificato presso altri costruttori attivi nel segmento delle zero emissioni.

Status paritario nella gamma e nessun vincolo per il futuro

L’intervento chiarificatore ha affrontato anche il tema spinoso delle allocazioni e dei canali d’accesso privilegiati alle hypercar o alle edizioni speciali, come le apprezzatissime serie “one-off”. Le voci precedenti ipotizzavano che la coupé elettrica potesse fungere da moltiplicatore di punteggio all’interno dei sistemi di classificazione interni dei clienti.

La direzione aziendale ha smontato questa ipotesi, riposizionando la vettura all’interno dell’offerta complessiva. La nuova nata a elettroni rappresenta semplicemente una delle diverse opzioni disponibili all’interno del listino corrente. Di conseguenza, i benefici e i riconoscimenti che l’acquirente ottiene ordinando questo modello risultano identici a quelli garantiti da qualsiasi altra vettura della scuderia. Mettere in garage questo veicolo permette sicuramente di arricchire la propria collezione privata, ma l’operazione non genera alcun diritto di prelazione automatico né comporta l’obbligo d’acquisto di future produzioni limitate. Il messaggio definitivo è che la commercializzazione avverrà nel rispetto dell’autentico desiderio dei clienti, escludendo qualsiasi forma di imposizione strategica.

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