Definire con esattezza le forme di un’automobile moderna è un’impresa sempre più complessa, e la nuova Dacia Strikerne è l’esempio perfetto. Questo veicolo inedito si presenta come un vero e proprio incrocio di stili, una via di mezzo capace di fondere sapientemente le caratteristiche di tre segmenti ben distinti. Da un lato offre la dinamicità e l’efficienza aerodinamica di una berlina, dall’altro la lunghezza e la versatilità di una station wagon, il tutto appoggiato sulle ruote rialzate e sull’assetto robusto tipico di un SUV. Con questa vettura, che non va a sostituire i modelli già esistenti come Duster, Jogger o Bigster, il marchio punta a consolidare la sua presenza nel segmento C, offrendo un rapporto qualità-prezzo e un Total Cost of Ownership (TCO) estremamente competitivi.
Design esterno e dimensioni: un mix di forme originali
Esteticamente, la Dacia Striker inaugura un nuovo family feeling per il brand, pur mantenendo alcuni tratti distintivi storici. Le dimensioni sono importanti ma equilibrate: parliamo di circa 4,62 metri di lunghezza e un passo di 2,70 metri, che garantiscono un’ottima abitabilità. Ciò che colpisce è il contrasto tra l’altezza da terra di circa 20 cm, che le conferisce un forte carattere off-road, e un’altezza complessiva del tetto di soli 1,53 metri, ben 10 cm in meno rispetto a una Jogger. Questo rende la linea estremamente filante ed aerodinamica, con un Cx dichiarato di 0,29.
Il frontale e il posteriore sono caratterizzati dalla nuova firma luminosa a LED a forma di Y o T, che allarga visivamente la vettura. Da notare, come da tradizione del marchio, la presenza dell’abbagliante alogeno, un dettaglio ormai consueto. Il design gioca su due livelli: la parte superiore è fluida e lineare, con un parabrezza inclinato e un lunotto spiovente, mentre la parte inferiore è decisamente muscolosa, protetta da passaruota e paraurti in Starkle, un materiale grezzo e solido che contiene un’alta percentuale di plastica riciclata. Il montante C è molto massiccio, abbinato a una finestratura laterale che va a stringersi verso la coda.
Bagagliaio e spazio a bordo: praticità al primo posto
La vocazione familiare e pratica della vettura si esprime al meglio nella gestione del vano di carico, che offre una capacità di circa 600 litri. Dacia ha introdotto diverse novità intelligenti, a cominciare dal portellone elettroattuato con funzione Easy Trunk Opening: se si hanno le chiavi in tasca e ci si posiziona a meno di un metro dal baule, questo si apre in maniera automatica.
Nelle versioni a due ruote motrici, il bagagliaio è dotato di un innovativo pianale suddiviso in tre pannelli reversibili. Questa soluzione permette di modulare lo spazio su due livelli a piacimento, lasciando ad esempio una parte aperta e due chiuse per bloccare il carico. È presente anche un comodo sistema per abbattere i sedili posteriori in modalità 60/40 direttamente dal baule, tramite delle pratiche maniglie. La trazione integrale, a causa degli ingombri meccanici, riduce leggermente questa estrema modularità, ma lo spazio rimane comunque abbondante.
Spostandoci sui sedili posteriori, l’accesso rivela pannelli porta realizzati in plastica rigida e semplice. A causa della linea del tetto discendente, lo spazio per la testa dei passeggeri più alti potrebbe risultare leggermente sacrificato. Tuttavia, non mancano i comfort essenziali: sono presenti le bocchette di aerazione posteriori, porte di ricarica USB di tipo C e una plafoniera dedicata.
Interni, tecnologia e dotazioni inedite
Passando alla parte anteriore dell’abitacolo, la percezione qualitativa sale notevolmente. La plancia presenta materiali più morbidi rispetto a quelli visti su Duster e Bigster. I sedili offrono un buon contenimento laterale e sono rivestiti con materiali sostenibili, tra cui spicca una finitura in tessuto riciclato effetto jeans, molto piacevole alla vista e al tatto.
La tecnologia fa un importante passo avanti. Il guidatore ha a disposizione un quadro strumenti digitale da 7 pollici(chiamato LightVisio), che proietta le informazioni in modo molto particolare tramite un pannello di vetro riflesso. Al centro della plancia domina il display da 10,1 pollici del sistema Media Display o Media Nav Live, dotato di Apple CarPlay e Android Auto wireless. Sotto lo schermo rimangono i pratici tasti fisici per la climatizzazione.
Le vere chicche, però, si trovano nella consolle centrale e nei dettagli sparsi per l’abitacolo. Per la prima volta nel mondo Dacia, fa la sua comparsa il freno a mano elettronico con funzione AutoHold, una comodità assoluta nel traffico. È presente una piastra per la ricarica wireless dello smartphone dotata di un attacco magnetico in stile MagSafe, che impedisce al telefono di scivolare durante la guida. A questo si aggiungono un pozzetto portaoggetti da oltre 6,5 litri sotto il bracciolo, un passacavo per nascondere i fili e persino un piccolo raschiaghiaccio integrato a scomparsa, una genialata pratica che strizza l’occhio alle soluzioni tipiche di altri marchi.
Da sottolineare anche il grande lavoro svolto sull’insonorizzazione: grazie a parabrezza e vetri anteriori più spessi, uniti a materiali fonoassorbenti, il comfort acustico è stato nettamente migliorato. Infine, nonostante le dimensioni importanti del montante posteriore, la visibilità di tre quarti risulta sorprendentemente buona fin dai primi approcci. La sicurezza è garantita dai nuovi ADAS obbligatori per la normativa GSR2, gestibili tramite il comodo pulsante “My Safety” per personalizzare gli avvisi alla guida, e sorvegliati dal sensore di attenzione del conducente.
Motori: dal GPL all’ibrido, fino all’inedita trazione 4×4
La gamma motori della Dacia Striker è completamente elettrificata e multi-energia, pensata per contenere i pesi (la vettura ferma l’ago della bilancia a circa 1.400 kg) e i consumi:
- Mild hybrid-G 140: l’intramontabile opzione a GPL, vera punta di diamante del marchio. Si basa su un motore turbo a 3 cilindri da 1.2 litri abbinato a un sistema mild-hybrid da 48V. È disponibile sia con il classico cambio manuale, sia con il nuovo cambio automatico a doppia frizione.
- Hybrid 155: la motorizzazione full hybrid per chi cerca la massima efficienza. Combina un motore termico a 4 cilindri da 1.8 litri con due motori elettrici e una batteria da 1,4 kWh. Permette di guidare in città in modalità elettrica per l’80% del tempo, registrando emissioni di CO2 inferiori ai 100 g/km.
- Hybrid 150 4×4: una trazione integrale “virtuale” e molto innovativa. All’anteriore troviamo il 1.2 mild-hybrid da 140 cv con cambio automatico a doppia frizione, mentre sull’asse posteriore lavora un motore elettrico dedicato da 23 kW (31 cv) con un proprio riduttore a due rapporti. Tramite un selettore sul tunnel centrale si possono gestire le varie modalità di guida (Auto, Eco, Snow, Mud/Sand, Off-Road) per affrontare ogni terreno.
Prezzo, allestimenti e data di uscita
Il listino della vettura si articolerà sui classici quattro allestimenti del brand: Essential (la base concreta), Expression (il cuore di gamma), Extreme (con un’estetica più outdoor, barre sul tetto modulari e interni lavabili) e Journey (focalizzata su viaggi e comfort, con sedili elettrici e portellone motorizzato di serie).
Il punto forte, come sempre, sarà il listino. Il prezzo di partenza sarà inferiore ai 25.000 euro, rendendola un’offerta difficilmente battibile sul mercato considerando le dimensioni e la tecnologia a bordo. La vettura sarà ordinabile indicativamente verso fine anno, intorno a ottobre, con i primi test drive internazionali previsti per novembre. L’anteprima mondiale per il grande pubblico avverrà invece al Salone dell’Auto di Parigi. Una proposta che punta dritta a fare “strike” nel cuore degli automobilisti attenti allo spazio e al portafoglio.