Dopo aver analizzato la bozza governativa che punta a cancellare una delle imposte più gravose per gli italiani, il vero nodo cruciale per capire chi beneficerà dell’esenzione si concentra su un numero ben preciso: gli 80 kW. Convertendo questo valore tecnico, parliamo di automobili che sviluppano una potenza massima a libretto di circa 109 cavalli.
Andando oltre la teoria legislativa e guardando ai listini attuali aggiornati a settembre 2026, la misura si rivela un vero e proprio scudo fiscale per chi guida vetture cittadine, compatte e persino molti dei SUV più diffusi. Entriamo nel dettaglio per capire, calcolatrice alla mano, quali propulsori rientrano nel perimetro della norma.
Le utilitarie e le compatte: da Grande Panda a Sandero
Il cuore del mercato italiano è dominato dal segmento B, che risulta il grande favorito da questa riforma. Tra i modelli di spicco troviamo la nuova Fiat Grande Panda, che nelle sue versioni di accesso benzina e ibride leggere sfrutta il collaudato motore 1.2 da 100 CV. Tradotto in kilowatt, siamo a 74 kW, un valore che garantisce la piena esenzione dal bollo.
Sulla stessa architettura meccanica si muovono le cugine del gruppo Stellantis. Sia la Peugeot 208 che la nuova Lancia Ypsilon e la Citroen C3 non pagheranno l’imposta se acquistate con il propulsore 1.2 ibrido da 100 CV (74 kW) o con le motorizzazioni inferiori da 75 CV, che fermano l’ago della bilancia a soli 55 kW.
Spostandoci su altri marchi amatissimi dagli italiani, la Dacia Sandero Streetway (così come la variante Stepway) si piazza saldamente sotto la soglia critica. Il suo motore benzina 1.0 TCe da 90 CV sviluppa 66 kW, mentre la richiestissima versione 1.0 ECO-G a GPL tocca i 100 CV, attestandosi esattamente a 74 kW. Seguendo questa scia, anche la Renault Clio equipaggiata con le medesime unità motrici godrà dell’azzeramento della tassa.
I B-SUV e i crossover compatti a prova di esenzione
La percezione comune porta a pensare che i SUV, per mole e categoria, siano automaticamente esclusi dalle agevolazioni. In realtà, la cilindrata e la potenza dei moderni B-SUV rientrano perfettamente nel limite stabilito dall’esecutivo.
Un esempio lampante è la Peugeot 2008: scegliendola con il brillante motore 1.2 PureTech da 100 CV (74 kW), il bollo auto diventa un ricordo. La stessa logica si applica alla Jeep Avenger, un altro enorme successo commerciale, che nella sua veste termica e mild-hybrid da 100 CV (74 kW) sfugge al pagamento.
Allargando lo sguardo oltre le dirette concorrenti, la Renault Captur risulta esentata per chi opta per i motori 1.0 TCe da 90 e 100 CV (GPL compreso). Non sono da meno le proposte asiatiche: chi guida una Hyundai Bayon o una Kia Stoniccon motore 1.0 T-GDI da 100 CV (74 kW) rientra nei parametri, così come accade per il gettonato SUV compatto MG ZS nella versione 1.5 benzina da 106 CV, che sviluppa esattamente 78 kW.
Discorso completamente diverso, invece, per i veicoli di fascia superiore proposti dai nuovi player asiatici. Modelli molto chiacchierati come la Omoda 5 o il SUV Jaecoo 7 non godranno di questo beneficio fiscale. Entrambi i veicoli, infatti, sono commercializzati con motorizzazioni termiche 1.6 turbo o ibride che partono da 147 CV, superando abbondantemente la soglia prevista fissandosi ad almeno 108 kW. In questo caso, nonostante l’appeal tecnologico, il bollo rimarrà una voce di spesa annuale.
Il dettaglio per le motorizzazioni del gruppo Volkswagen
Le opzioni per non pagare l’imposta nel 2027 sono numerose anche per chi preferisce l’ingegneria tedesca, che offre propulsori estremamente bilanciati e parchi. La Volkswagen Polo, ad esempio, rientra ampiamente nell’agevolazione fiscale se spinta dall’affidabile 1.0 TSI da 95 CV. Questa motorizzazione sviluppa 70 kW, garantendo l’esenzione totale non solo alla compatta di Wolfsburg, ma anche alle “sorelle” che condividono la stessa meccanica, ovvero la Skoda Fabiae la Seat Ibiza.
Anche chi cerca una seduta di guida leggermente rialzata può stare tranquillo: la Volkswagen T-Cross con il medesimo 1.0 TSI da 95 CV (70 kW) si posiziona comodamente in zona di sicurezza rispetto ai rigidi paletti della bozza in discussione.
Come verificare il proprio veicolo
È fondamentale precisare che le automobili e i crossover menzionati in questa analisi costituiscono soltanto una piccola rappresentanza dell’immenso parco circolante che verrebbe coinvolto dalla misura. Questo elenco non è in alcun modo esaustivo, poiché le varianti, gli allestimenti storici e i modelli di altri brand che rientrano nei parametri sono letteralmente migliaia.
Per fugare ogni dubbio e avere la certezza matematica che la propria vettura beneficerà dello sgravio previsto per il 2027, la procedura è semplice: basta aprire il proprio libretto di circolazione (Documento Unico) e consultare la voce P.2. Se il numero riportato in quel riquadro è pari o inferiore a 80, il veicolo risponde ai requisiti tecnici richiesti per l’esenzione.