Come vi avevamo già anticipato sulle nostre pagine qualche settimana fa, quando l’ipotesi era ancora un semplice sussurro nei palazzi della politica, i rumors hanno finalmente trovato una conferma tangibile. Quella che per decenni è stata considerata una delle imposte più sgradite agli italiani potrebbe presto subire un taglio drastico. L’esecutivo è infatti al lavoro su una bozza di decreto che punta ad abolire il pagamento della tassa automobilistica per una vastissima platea di cittadini, con un focus specifico sulle vetture di piccola e media cilindrata e sulle due ruote.
Sebbene il testo debba ancora approdare in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo, i dettagli emersi delineano un intervento che andrebbe ad alleggerire in modo significativo la pressione fiscale per milioni di automobilisti e motociclisti italiani.
Chi avrà diritto all’agevolazione e i requisiti necessari
Stando alle carte che circolano all’interno del governo, la misura non sarà un “liberi tutti” indiscriminato, ma seguirà dei paletti ben precisi. L’esenzione riguarderà esclusivamente le autovetture con una potenza massima di 80 kW (cioè 108,77 cavalli) e i motocicli di qualsiasi cilindrata.
Un dettaglio fondamentale introdotto nella bozza riguarda la limitazione del beneficio: ogni cittadino potrà richiedere l’agevolazione per un solo veicolo, che dovrà rigorosamente risultare in regola con la copertura assicurativa. Inoltre, l’orizzonte temporale della misura, almeno per il momento, è circoscritto. Il testo specifica che l’esenzione sarà valida per i versamenti il cui termine ordinario scade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Una platea enorme e il complesso nodo delle coperture finanziarie
L’impatto di questo intervento promette di essere massiccio. Secondo le stime fornite dall’esecutivo, la cancellazione del bollo con questi parametri andrebbe a coprire oltre il 70% del parco auto circolante in Italia, coinvolgendo approssimativamente 14,5 milioni di veicoli. Si tratta di una mossa pensata per dare respiro soprattutto alle fasce di reddito medio-basse, che utilizzano utilitarie e scooter per gli spostamenti quotidiani.
Il vero ostacolo, come spesso accade per riforme di questa portata, riguarda le coperture. Attualmente, il gettito della tassa automobilistica finisce direttamente nelle casse delle Regioni, generando un tesoretto che si aggira complessivamente tra i 6,5 e i 7 miliardi di euro annui. La bozza governativa prevede al momento l’istituzione di un fondo di compensazione per le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano pari a 2,29 miliardi di euro per l’anno 2027. Resta da chiarire come le amministrazioni locali accoglieranno questa cifra e se sarà ritenuta sufficiente per colmare il buco di bilancio generato dal mancato incasso.
La fine di una tassa storica e la spinta della maggioranza
La soddisfazione ai vertici dell’esecutivo è palpabile, con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha commentato la bozza sottolineando come il governo stia per “cancellare una delle tasse più odiate dagli italiani”.
In effetti, parliamo di un tributo che ha attraversato quasi tre quarti di secolo di storia nazionale. Introdotta nel lontano 1953 come “tassa di circolazione”, questa imposta ha accompagnato il grande boom economico e la motorizzazione di massa del nostro Paese, per poi trasformarsi in una più rigida “tassa di possesso” durante gli anni ’80.
Dal punto di vista politico, l’accelerazione su questo dossier rappresenta un’importante vittoria per l’area moderata della coalizione. Forza Italia, in particolare, ha fatto dell’eliminazione del bollo una propria storica bandiera. Negli scorsi giorni era stato proprio il vicepremier Antonio Tajani a spingere per un’abolizione totale, rilanciando un cavallo di battaglia del centrodestra. La sintesi trovata nella bozza sembra mediare tra questa spinta massimalista e le posizioni più caute, come quella espressa in precedenza da Enrico Costa, che suggeriva un’eliminazione solo parziale e più mirata.
Non resta che attendere i prossimi giorni per capire se il testo entrerà blindato nel prossimo Consiglio dei Ministri o se subirà ulteriori limature, ma la strada verso un 2027 senza bollo auto per milioni di italiani sembra ormai tracciata.