DACIA BIGSTER FULL HYBRID test drive PRO e CONTRO

DACIA BIGSTER FULL HYBRID test drive PRO e CONTRO

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L’evoluzione dei SUV moderni ci ha abituati a vetture sempre più ricche e complesse, ma c’è chi continua a puntare sulla solidità e sulla sostanza. La Dacia Bigster Hybrid 155 rappresenta un punto di svolta per la casa automobilistica, portando su strada un sistema full hybrid estremamente maturo abbinato a dimensioni generose. Questa vettura non si limita a essere una “Duster più grande”, ma cerca di imporsi come la soluzione definitiva per le famiglie e per chi necessita di ampio spazio, mantenendo intatto quello spirito avventuriero e fuoristradistico che ha fatto la fortuna del marchio. Scopriamo nel dettaglio tutti i segreti di questa motorizzazione e come si comporta alla prova dei fatti.

Design e dimensioni: un salto di categoria per viaggiare in grande

Dal punto di vista estetico, la Dacia Bigster riprende a piene mani il family feeling del brand, sfoggiando linee squadrate, muscolose e un assetto a ruote alte che trasmette un’immediata sensazione di robustezza. Le dimensioni sono il vero punto di forza di questo modello: con una lunghezza di 4,57 metri e un passo di 2,70 metri (ben 5 centimetri in più rispetto alla sorella minore Duster), la Bigster cambia le regole del gioco in termini di abitabilità.

Interni e bagagliaio: lo spazio non manca per passeggeri e carichi

L’incremento del passo si traduce in un comfort posteriore di altissimo livello. Anche un passeggero alto 1,90 metri trova abbondante spazio per la testa e per le gambe, pur in presenza del tetto apribile panoramico. La dotazione posteriore è arricchita da dettagli utilissimi, tra cui bocchette di aerazione dedicate, due prese USB-C, agganci ISOFIX e un tunnel centrale poco ingombrante che rende sfruttabile anche il quinto posto centrale.

Il vano bagagli è un trionfo di versatilità. In configurazione standard offre 550 litri di volumetria, completa di doppio fondo e alloggiamento per la ruota di scorta. Abbattendo i sedili, lo spazio utile arriva alla cifra impressionante di 1850 litri. A fare la differenza è la furbizia delle soluzioni adottate: i sedili vantano un frazionamento intelligente 40-20-40, sono presenti leve per il ribaltamento rapido dal bagagliaio, presa accendisigari e i sempre apprezzati ganci YouClip, che permettono di fissare in totale sicurezza accessori e bagagli.

Materiali e tecnologia: luci e ombre dell’abitacolo

Se lo spazio è da prima della classe, la scelta dei materiali presta il fianco a qualche critica, specialmente considerando il posizionamento di prezzo di questa versione. La plancia e i vani portaoggetti sono realizzati con molta plastica rigida e scivolosa. Questo significa che smartphone, chiavi o lattine appoggiati nei vani tendono a scivolare via alla prima curva, risultando poco stabili. Anche i tessuti ecologici dei sedili, per quanto gradevoli alla vista, tendono a trattenere con facilità sporco e segni di usura.

Dal punto di vista tecnologico, la Bigster Hybrid 155 offre un infotainment semplice ma efficace, caratterizzato da icone grandi e ben leggibili. La connettività con Apple CarPlay e Android Auto è wireless, affiancata da un cruscotto digitale chiaro che può replicare le mappe di Waze o Google Maps. Non mancano accessori come il volante e i sedili riscaldabili, mentre il software mostra occasionalmente qualche incertezza e piccoli lag, oltre a richiedere a volte l’attivazione manuale del Bluetooth che fatica ad agganciarsi in automatico.

Sul fronte della sicurezza, la vettura dispone di sistemi ADAS completi (incluso il monitoraggio dell’angolo cieco, non presente sulle varianti manuali), ma manca il mantenimento attivo della traiettoria al centro della corsia, limitandosi a far “rimbalzare” l’auto tra le linee. Da segnalare inoltre un gruppo ottico a metà: sebbene luci diurne, anabbaglianti e fendinebbia siano a LED, gli abbaglianti sono purtroppo alogeni, una scelta che penalizza sia l’estetica che la resa visiva notturna.

Motore e consumi: il sistema full hybrid alla prova cittadina

Il cuore pulsante di questa versione è il sistema Hybrid 155, probabilmente la motorizzazione più riuscita per muovere la stazza della Bigster. Il gruppo propulsore unisce un motore termico aspirato da 1.8 litri e circa 110 cavalli a un’unità elettrica supportata da una batteria da 1,4 kWh. Il risultato è una marcia incredibilmente fluida in ambito urbano, dove la vettura si sposta in modalità esclusivamente elettrica per circa l’80% del tempo.

La trasmissione automatica, pur vantando innesti diretti senza frizione (sincronizzati dal motore elettrico, con quattro rapporti dedicati alla parte termica), offre un’erogazione continua della potenza. Non essendo presente una frizione tradizionale, si azzerano anche i relativi costi di manutenzione e i rischi di usura meccanica nel lungo periodo, sebbene la complessità elettrica del sistema richieda la solida affidabilità della rete Renault per qualsiasi imprevisto.

consumi sono sorprendenti per un veicolo di queste dimensioni:

  • In città: le medie si attestano sui 18 km/l, sfiorando i 20 km/l se si guida in modo accorto sfruttando la modalità B per massimizzare la frenata rigenerativa.
  • In autostrada: i consumi salgono a 13-14 km/l.
  • Nel ciclo misto: è facile mantenere una media reale di circa 15 km/l.

Dinamica di guida: fluida in città, rumorosa in autostrada

Su strada, la Dacia Bigster Hybrid non cerca velleità sportive. Il suo assetto è morbido, pensato per digerire con estrema efficacia buche e percorsi dissestati, ma si rivela sorprendentemente sostenuto in curva, evitando fastidiosi coricamenti laterali in caso di manovre di emergenza. Lo sterzo è turistico e poco comunicativo, perfettamente in linea con la filosofia di un mezzo che nasce come puro “sposta-persone” confortevole.

I limiti dinamici emergono principalmente in autostrada. Quando si richiede potenza, ad esempio per un sorpasso o su una pendenza autostradale, il cambio è costretto a scalare sui pochi rapporti termici disponibili, portando il motore su di giri in modo molto evidente e rumoroso. A questo si aggiungono un po’ di fruscii aerodinamici e rumori di rotolamento che penetrano nell’abitacolo alle alte velocità, compromettendo parzialmente il comfort acustico nei lunghi viaggi.

Prezzo e concorrenza: vale davvero la spesa?

Il listino della Dacia Bigster Hybrid 155 parte da poco meno di 30.000 euro (esattamente 29.700 euro), mentre per una versione full optional si arriva a toccare i 33.800 euro. A queste cifre, il rapporto qualità-prezzo inizia a scontrarsi con un mercato spietato, fortemente presidiato da brand asiatici che, allo stesso costo, offrono abitacoli con materiali morbidi (come la finta pelle), infotainment mossi da processori di fascia altissima (come lo Snapdragon 8155) e insonorizzazioni più curate.

Tuttavia, il grande vantaggio di Dacia risiede nella rete di assistenza e nel supporto post-vendita garantito da Renault. Mentre per alcuni marchi emergenti si segnalano lunghe attese per reperire semplici ricambi, Dacia offre la serenità di una capillare presenza sul territorio, un valore aggiunto da non sottovalutare quando si investono oltre 30.000 euro.

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