Quando un progetto nasce sotto una buona stella e si dimostra vincente nel tempo, stravolgerlo è un rischio del tutto inutile. La casa automobilistica svedese è perfettamente consapevole di questo principio e, per la sua ultima iterazione, ha deciso di non alterare una silhouette che fin dal 2017 ha conquistato tantissimi automobilisti. La vera rivoluzione di questa nuova Volvo XC60 non si trova infatti nelle lamiere esterne, ma batte forte sotto il cofano. L’inedita versione long rangerappresenta un salto in avanti impressionante per l’efficienza e le prestazioni del marchio, pur mantenendo quell’inconfondibile sensazione di familiarità. Scopriamo nel dettaglio, punto per punto, tutto quello che c’è da sapere su questo profondo aggiornamento.
Il design esterno tra conferme e nuovi sguardi a matrice di LED
Come recita un vecchio adagio, “squadra che vince non si cambia”. Il taglio laterale e le proporzioni della vettura rimangono di fatto i medesimi dell’attuale generazione, confermando le importanti dimensioni che la caratterizzano: parliamo di un SUV lungo 4,71 metri con un passo generoso di ben 2,87 metri.
Tuttavia, le novità estetiche ci sono e si concentrano su dettagli essenziali che svecchiano il frontale e il posteriore. Davanti spiccano i nuovi fari a matrice di LED, che mantengono il classico family feeling del martello di Thor, ma diventano incredibilmente più avanzati: sono ora composti da 15 porzioni luminose capaci di accendersi e spegnersi in maniera indipendente a seconda delle condizioni di traffico e necessità. Il muso, che rimane molto prorompente, è stato alleggerito visivamente grazie a un paraurti completamente ridisegnato e a una griglia anteriore più compatta, che dona un tocco di slancio in più. Anche al posteriore troviamo aggiornamenti sui gruppi ottici, con una linea a LED semplificata e impreziosita da nuove e moderne animazioni all’apertura e alla chiusura del veicolo.
Spazio a bordo, bagagliaio e un piccolo dettaglio da ricordare
Se l’esterno cambia poco, è nella zona di carico e nella meccanica sottostante che si iniziano a notare i primi grandi interventi. Il bagagliaio vanta una capacità di partenza di 613 litri, che possono arrivare a circa 1550 litri abbattendo i sedili posteriori (con il pratico frazionamento 40/60 e la disponibilità del carico passante). È proprio qui sotto che gli ingegneri hanno saputo alloggiare in maniera intelligente la batteria di sistema.
La versatilità è garantita dalla presenza delle sospensioni pneumatiche, che offrono la comodità di alzare e abbassare la vettura per facilitare le operazioni di carico, e dalla possibilità di integrare il gancio di traino. Il baule è ovviamente ad azionamento elettroattuato. Unico neo, se vogliamo trovare il pelo nell’uovo (come chi ha posseduto la prima generazione del 2018 sa bene), riguarda la cappelliera: il suo sistema di chiusura e apertura, se lasciato inavvertitamente sollevato, blocca quasi completamente la visuale dello specchietto retrovisore per chi guida. Si tratta di una piccolezza, basta ricordarsi di riposizionarla, ma è un dettaglio che si fa notare.
Abitabilità premium, comfort climatico e interni ecosostenibili
Entrando nell’abitacolo, l’impressione è quella di un ambiente curato e immutato nella sua eleganza. Nonostante la piattaforma di base sia rimasta la collaudata SPA 1, l’integrazione di un pacco batterie molto più grande non ha intaccato l’abitabilità interna, che risulta decisamente interessante. L’ottimo lavoro degli ingegneri Volvo si fa sentire: lo spazio per i piedi è confortevole e, anche con la presenza del tetto apribile, l’agio per la testa non manca.
Il comfort dei passeggeri è ai massimi livelli grazie alla climatizzazione a quattro zone, ai sedili posteriori riscaldati e alle comodissime prese USB da 60 W. Una vera “chicca” per questo segmento è rappresentata dalle bocchette di aerazione posizionate in alto sui montanti, che migliorano notevolmente i flussi d’aria posteriori.
Per quanto concerne il design interno, le geometrie restano fedeli al passato: il volante è invariato e l’impostazione generale fa affidamento sullo schermo centrale da 11,2 pollici. Al momento Apple CarPlay e Android Auto rimangono con connessione cablata, sebbene futuri aggiornamenti OTA (over-the-air) o l’integrazione con sistemi avanzati come Gemini potrebbero sbloccare la modalità wireless. A completare il salotto svedese troviamo i rivestimenti realizzati in materiali ecosostenibili, una scelta etica e perfettamente in linea con la filosofia di non stravolgere un prodotto che già funziona benissimo.
La rivoluzione del cofano: batterie maggiorate, ibrido plug-in e i nuovi motori
Il vero cuore di questo aggiornamento è senza dubbio il comparto propulsivo. Il motore termico di base, un 2.0 turbo benzina, è stato finemente aggiornato introducendo il ciclo Miller (e all’occorrenza il ciclo Otto) per massimizzare l’efficienza. Ma a rubare la scena è il sistema ibrido plug-in long range.
Grazie a un mastodontico pacco batterie da 40 kWh lordi (di cui ben 37,9 kWh effettivamente utilizzabili), la nuova Volvo XC60 è in grado di percorrere fino a 200 km in modalità 100% elettrica nel ciclo di omologazione WLTP. La ricarica è affidata a una presa situata sul lato guida che accetta corrente in AC fino a 11 kW, permettendo un “pieno” di energia dallo 0 al 100% in circa 4 ore. Per questa plug-in è stata fatta la scelta progettuale di escludere la ricarica rapida in DC, una decisione che fa discutere ma che rientra nelle filosofie di utilizzo di molte PHEV.
L’architettura dei propulsori offre diverse soluzioni ad altissime prestazioni:
- Alla base della gamma troviamo il mild hybrid benzina da 250 cavalli, abbinato all’ottimo cambio automatico Aisin a otto rapporti con convertitore di coppia e trazione integrale meccanica tradizionale, con tanto di albero di trasmissione.
- Nelle versioni ibride plug-in, il sistema diventa un ibrido parallelo avanzato. Il motore elettrico di trazione, posizionato sull’asse posteriore, eroga 130 kW di potenza e 309 Nm di coppia. Questo significa che, quando si viaggia in elettrico, la XC60 si comporta di fatto come una vettura a trazione posteriore, per poi diventare a trazione integrale quando interviene il motore termico sulle ruote anteriori (termico che può anche ricaricare la batteria, funzione utile ma intrinsecamente inefficiente).
- La gamma plug-in si divide in due step di potenza basati su un’elettrificazione identica, ma con motori termici differenti: la versione T6 eroga una potenza combinata di 350 cavalli (grazie ai 180 cv del motore a benzina), mentre la potentissima T8 tocca quota 455 cavalli combinati (con il termico che sale a 250 cv).
La sicurezza strutturale e il perfezionamento degli assistenti alla guida
In casa Volvo, la sicurezza non è mai un optional. Tutta la suite di assistenti alla guida (ADAS) è stata aggiornata con un pacchetto hardware sostanzialmente migliorato, che include nuovi radar e nuovi sensori anteriori e posteriori, oltre a una telecamera 360 che ora offre una visualizzazione tridimensionale (3D) dell’ambiente circostante.
Un grande e meticoloso lavoro di progettazione ha interessato la scocca: il riposizionamento delle batterie ha ottimizzato la cellula di sopravvivenza. Particolare attenzione è stata posta al montante A, che è stato pesantemente rinforzato. Per dimostrarne la solidità, la casa ha effettuato un impressionante moose test di impatto (da non confondere con la classica prova di evitamento ostacolo), scagliando la vettura contro una sagoma pesante che simula un’alce ad altissima velocità. Il risultato? Una tenuta strutturale impeccabile, nel pieno rispetto della lunga tradizione scandinava in fatto di sicurezza stradale.
In attesa della prova su strada: efficienza, sinergie e l’estensione alla gamma XC90
Tutte queste premesse rendono la nuova XC60 un prodotto che sembra davvero azzeccato, e il successo del mercato lo testimonia. Guidarla nei lunghi viaggi, come dimostrato da un recente noleggio di 1200 km in quattro persone per le strade del Regno Unito, restituisce sempre l’immagine di un’auto super comoda, familiare e instancabile.
L’attesa ora è tutta per l’effettiva prova dei consumi a batteria scarica e per testare sul campo la gestione intelligente dell’energia. La speranza è che Volvo abbia importato tutto il know-how del mondo Geely, attingendo magari a quel software di gestione del powertrain fluido e geniale già apprezzato su vetture dello stesso gruppo (come la Link Co 08, pur avendo architetture meccaniche differenti).
Infine, la grande notizia è che questa motorizzazione non resterà un’esclusiva. L’aggiornamento powertrain T8 long rangeverrà portato anche sulla sorella maggiore a sette posti, la Volvo XC90, che si è aggiornata esteticamente alla fine del 2024. Al momento, la casa madre non ha ancora comunicato i prezzi di listino e le disponibilità per le varianti mild hybrid e plug-in, ma non appena ci saranno novità ufficiali, questo articolo verrà prontamente aggiornato. Più la si guarda, più questa svedese dalla doppia anima convince e fa venire voglia di mettersi al volante.
