Arriva un cartellino rosso nella sfida sempre più accesa tra i nuovi colossi asiatici e i costruttori storici europei. Il Giurì dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ha censurato l’ultima iniziativa di Byd, giudicandola ingannevole e denigratoria nei confronti di Stellantis. Al centro della disputa c’è il tentativo del marchio cinese di sfruttare le debolezze della cinghia di distribuzione dei rivali per spingere la rottamazione verso i propri modelli, una mossa che l’autorità garante ha ritenuto illecita.
La decisione dell’organo di controllo segna un punto a favore del gruppo italo-francese in quella che si sta delineando come una guerra commerciale sempre più accesa tra i costruttori storici europei e i nuovi player asiatici.
La pubblicità contestata e il riferimento alla cinghia
La campagna finita nel mirino del Giurì si caratterizzava per un tono particolarmente aggressivo e sarcastico. Con lo slogan “La tua cinghia dà i numeri? Te ne diamo un po’ anche noi”, Byd invitava esplicitamente i consumatori a rottamare le proprie vetture dotate di cinghia di distribuzione a bagno d’olio, offrendo incentivi fino a 10.000 euro per il passaggio a un veicolo del marchio cinese.
Sebbene non venisse citato esplicitamente il nome del brand concorrente, il riferimento era inequivocabile: il target era il motore PureTech 1.2, propulsore diffuso su molti modelli ex PSA (Peugeot, Citroën, Opel) e oggi parte della gamma Stellantis. Questo motore, in passato, è stato al centro delle cronache per problemi tecnici legati proprio al deterioramento precoce della cinghia a bagno d’olio, che sfaldandosi rischiava di contaminare il lubrificante e danneggiare il motore.
Secondo il Giurì, presieduto dal professor Mario Libertini, la comunicazione di Byd ha violato tre articoli del codice di autodisciplina, configurandosi come ingannevole, illecita sotto il profilo comparativo e denigratoria. Il dispositivo, inviato a tutte le concessionarie di pubblicità, ha ordinato l’immediata cessazione dei passaggi audio, video e della diffusione del messaggio su ogni piattaforma.
La soddisfazione di Stellantis e la tutela dei consumatori
La reazione di Stellantis non si è fatta attendere. Interpellato sulla questione, il gruppo guidato da Carlos Tavares ha accolto con favore la pronuncia, definendola un passo necessario per garantire un mercato corretto. “La pronuncia ha ritenuto tale campagna ingannevole e denigratoria”, fanno sapere fonti dell’azienda, sottolineando come la decisione rappresenti “un importante riconoscimento della necessità di tutelare i consumatori ed i concorrenti da messaggi pubblicitari scorretti”.
L’azienda ha inoltre ribadito l’intenzione di mantenere la competizione su binari basati sulla qualità del prodotto e sulla trasparenza. Sul fronte tecnico, Stellantis ricorda di aver già affrontato la problematica tecnica citata indirettamente da Byd: tra il 2019 e l’inizio del 2025 sono stati richiamati centinaia di migliaia di veicoli per controlli preventivi ed è stata attivata una copertura speciale (fino a 10 anni o 180.000 km) per i clienti impattati. Secondo i dati forniti dal gruppo, il problema ha riguardato circa il 6% delle vetture vendute.
La strategia d’attacco di Byd e il ruolo di Altavilla
La “Operazione Purefication” non è un caso isolato, ma si inserisce in una strategia di penetrazione del mercato italiano sempre più muscolare da parte di Byd. Già lo scorso settembre, il marchio aveva lanciato la promo “CASI-NO Incentivi Statali”, giocando sull’assenza dei fondi governativi per offrire sconti immediati a privati e partite IVA.
Dietro questa accelerazione si intravede la mano di Alfredo Altavilla, nominato Special Advisor per il mercato europeo di Byd nel settembre 2024. Manager di lungo corso e figura storica dell’era Marchionne in Fiat e FCA, Altavilla conosce perfettamente le dinamiche del mercato continentale e i punti deboli dei suoi ex competitor.
I risultati di questa politica aggressiva sono evidenti nei numeri: nel corso del 2025, Byd ha immatricolato in Italia ben 23.621 vetture, un balzo enorme rispetto alle poco più di 2.000 unità registrate l’anno precedente. Nonostante lo stop imposto dal Giurì – a cui Byd ha ottemperato senza rilasciare commenti ufficiali – la sfida per le quote di mercato sembra destinata a proseguire senza esclusione di colpi.