VOLKSWAGEN T-ROC 2026 da Milano a Livigno | Test Drive PRO e CONTRO

VOLKSWAGEN T-ROC 2026 da Milano a Livigno | Test Drive PRO e CONTRO

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Non è il solito test drive, ma una vera e propria esperienza di viaggio. Lasciarsi alle spalle il traffico di Milano per puntare verso le vette innevate di Livigno è lo scenario ideale per mettere alla frusta una delle novità più attese: la Volkswagen T-Roc 2026. L’occasione è ghiotta perché il viaggio di 400 km tra autostrada, statali e passi alpini non serve solo a valutare il nuovo SUV tedesco, ma è frutto di un invito speciale di Pirelli, sponsor della Coppa del Mondo di Sci, che ha equipaggiato la vettura con i nuovissimi pneumatici Cinturato Winter 3. Un mix tecnico perfetto per capire se l’evoluzione di questo best-seller ha mantenuto le promesse.

Un design più maturo e filante

Il primo impatto visivo conferma che in Volkswagen hanno lavorato di fino. Personalmente trovo questa nuova versione decisamente più riuscita della precedente. La T-Roc 2026 compie un grande step evolutivo, abbracciando linee più filanti che strizzano l’occhio al mondo delle coupé, pur mantenendo la sua natura di SUV.

Il frontale è dominato da una firma luminosa scenografica: una striscia LED collega i due fari attraversando la calandra e accogliendo il logo Volkswagen, che ora si illumina. I giochi di luce, personalizzabili all’accensione e allo spegnimento, donano un tocco premium. Anche al posteriore ritroviamo la stessa cura, con gruppi ottici dal design raffinato, logo retroilluminato e la fascia luminosa a tutta larghezza.

Le dimensioni contano: la vettura è cresciuta di ben 13 cm in lunghezza. Questo si traduce in una silhouette più schiacciata e dinamica, ma soprattutto in una maggiore abitabilità. Il bagagliaio è un punto di forza: elettroattuato, offre una volumetria generosa che può superare i 1400 litri abbattendo i sedili (frazionabili 40-20-40, ideali per caricare gli sci). Durante il nostro viaggio ha ospitato comodamente valigie, borsoni e zaini per tre giorni, pur rinunciando alla ruota di scorta in favore del kit di riparazione e (purtroppo) senza un frunk anteriore.

Interni e tecnologia: tra conferme e novità smart

Salendo a bordo — operazione resa fluida dal sistema keyless completo che gestisce apertura, chiusura e accensione senza mai toccare la chiave — si nota subito l’impronta del gruppo Volkswagen. L’ambiente è familiare, accogliente (“ci si sente subito a casa”), anche se la scelta dei materiali presta il fianco a qualche critica: le plastiche rimangono rigide in diversi punti, sebbene ci sia un netto miglioramento nelle tasche delle portiere, ora rivestite in moquette per evitare rumori molesti degli oggetti riposti.

La plancia è dominata dalla tecnologia. Il nuovo infotainment centrale a forma di tablet è imponente e reattivo, con un software velocizzato e comandi del clima finalmente retroilluminati. Molto apprezzabile il design dell’Head-Up Display, la cui proiezione è integrata in una scanalatura che attraversa la plancia, eliminando l’antiestetico “bozzo” visibile su altri modelli.

Tra le chicche tecnologiche spicca il Park Assist con memoria. Non si limita a parcheggiare da solo, ma può memorizzare una manovra specifica (come l’ingresso in un box stretto) e replicarla autonomamente gestendo sterzo, freno e acceleratore. Una vera comodità quotidiana. L’atmosfera interna è personalizzabile grazie alle luci ambient e alle modalità “Atmosphere” che regolano non solo i colori, ma anche il volume audio e la grafica della strumentazione.

L’ergonomia generale è buona, con sedili della versione R-Line esteticamente belli e contenitivi, anche se la posizione di guida ha sollevato qualche dubbio personale: per chi non è altissimo (attorno al 1,60 – 1,70 m), la seduta rimane un po’ bassa anche alla massima elevazione, limitando quella sensazione di dominio sulla strada tipica dei SUV.

Sotto il cofano: il mild hybrid alla prova

La nostra T-Roc non è elettrica e, per ora, nemmeno full hybrid (versione attesa per fine 2026). Sotto il cofano pulsa il collaudato 1.5 TSI Volkswagen da 110 kW (circa 150 CV) con sistema mild hybrid.

L’abbinamento con il cambio DSG è eccellente. Il sistema Start & Stop è impercettibile: il motore si spegne e riaccende senza scossoni appena si rilascia il freno, merito dell’aiuto elettrico. La gestione delle marce è intelligente, specialmente in modalità Sport o in discesa, dove la centralina capisce l’inclinazione e mantiene le marce basse per sfruttare il freno motore, evitando il fastidioso effetto “veleggiamento” quando non richiesto.

L’importanza delle “scarpe” giuste: il Pirelli Cinturato Winter 3

Parte fondamentale di questo test sono stati gli pneumatici Pirelli Cinturato Winter 3 (misura 225/45 R19). Sulla carta promettono prestazioni da primato:

  • Classe A per l’aquaplaning (una rarità per le invernali).
  • Classe B per la rumorosità.
  • Nuova mescola e intaglio del battistrada per massimizzare la durata e la presa su ghiaccio.

La prova sul campo ha confermato i dati di targa. In autostrada a 110-120 km/h, il comfort acustico è sorprendente per una gomma invernale, contribuendo alla silenziosità generale dell’auto. Ma è sul misto e sulla neve che hanno fatto la differenza.

Sensazioni di guida: dalla città alle Alpi

Il viaggio si è articolato in diverse fasi, ognuna capace di mettere in luce un aspetto dell’auto:

  1. In città: La T-Roc si muove agile. L’ibrido leggero offre un buono spunto e l’assorbimento delle asperità (rotaie, buche) è efficace nonostante l’assetto tendenzialmente rigido tipico del marchio.
  2. In autostrada: Gli ADAS sono promossi a pieni voti. Il Cruise Control Adattivo e il mantenimento di corsia lavorano in simbiosi perfetta, e l’indicatore dell’angolo cieco, posizionato sulla calotta dello specchietto (e non sul vetro), è visibilissimo e sicuro.
  3. Sul misto e montagna: Quando la strada sale e arrivano i tornanti, la T-Roc diverte. Lo sterzo è diretto, preciso, permettendo di disegnare le curve senza dover remare troppo col volante.

La prova estrema: freddo e neve a Livigno

Arrivati a Livigno, le temperature sono crollate drasticamente. La mattina della gara di sci, il termometro segnava -9,5°C(con punte notturne di -13°C). L’avviamento a freddo è stato immediato, facilitato dal sistema mild hybrid che utilizza il motore elettrico come starter potenziato. Una menzione d’onore va al comfort termico: volante e sedili riscaldabili si sono attivati automaticamente rilevando la temperatura esterna, e lo sbrinamento dei cristalli è stato rapidissimo.

Sulla neve battuta e sui tratti ghiacciati, la trazione anteriore supportata dall’elettronica e dai Pirelli Winter 3 ha garantito una sicurezza totale. Anche forzando una ripartenza su una salita ghiacciata, l’ESP ha lavorato di fino permettendo all’auto di muoversi con minimi slittamenti controllati.

Consumi reali e conclusioni

Dopo oltre 400 km di test, il computer di bordo ha restituito dati interessanti. La media generale del viaggio (Milano-Livigno e ritorno) si è attestata sui 15,2 km/litro, un valore ottimo considerando il forte dislivello positivo all’andata. Nel lungo periodo, la media si alza leggermente a 15,7 km/l. Nel dettaglio:

  • Città: 13-14 km/l.
  • Statale/Autostrada (110 km/h): 14-15 km/l.

Conclusioni: il verdetto della strada

Tirando le somme di questa esperienza tra Milano e Livigno, la Volkswagen T-Roc 2026 si posiziona sul mercato con un listino che parte da 33.900 euro, per arrivare ai circa 43.000 euro della nostra versione R-Line riccamente equipaggiata. Al di là delle cifre, la vettura conferma la sua capacità di far sentire il guidatore immediatamente a proprio agio, offrendo un mix equilibrato tra una dotazione tecnologica che funziona in modo impeccabile e un assetto sincero, divertente e sempre ben piantato a terra. Questa sensazione di sicurezza è stata amplificata dalla sinergia con i nuovi pneumatici Pirelli Winter 3, che si sono dimostrati compagni di viaggio ideali: incredibilmente silenziosi nei tratti autostradali e capaci di trasmettere un gran senso di controllo anche quando l’asfalto ha lasciato spazio a ghiaccio e neve. Al netto di qualche dettaglio che analizzeremo a parte, il giudizio finale è quello di una vettura matura e completa, capace di affrontare ogni scenario stradale con disinvoltura.

 

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