Immagina una distesa di neve candida, il silenzio del Passo Sella e, a contrasto, una scultura nera, minacciosa e affascinante. Non è una semplice auto, ma sembra uscita direttamente da una pellicola di 007. Stiamo parlando della Aston Martin DBX S, l’evoluzione più estrema, potente e leggera del SUV britannico. Rispetto al modello lanciato oltre cinque anni fa, questa versione compie un salto evolutivo impressionante, trasformando una vettura di lusso in una vera e propria arma da pista, capace però di muoversi con disinvoltura anche in condizioni climatiche avverse.
Un cuore endotermico da record
Il vero protagonista di questa trasformazione risiede sotto il cofano. Se la DBX “standard” si fermava a circa 500 cavalli, la versione S alza l’asticella a un livello disarmante: 727 cavalli e una coppia mostruosa di 900 Nm. Questi numeri si traducono in prestazioni che sfidano le leggi della fisica per un veicolo di questa stazza:
- 0-100 km/h in soli 3,3 secondi.
- 0-200 km/h coperti in 10 secondi.
- Velocità massima di 310 km/h.
Sotto il cofano pulsa un V8 biturbo da 4.0 litri con configurazione “Hot V” (ovvero con i turbocompressori posizionati all’interno delle bancate per una risposta più immediata). La notizia che farà felici i puristi è che tutta questa potenza deriva esclusivamente dal motore termico: siamo di fronte al SUV a combustione interna (senza ibrido) più potente al mondo.
Ingegneria della leggerezza: come perdere peso su 5 metri di auto
Ottenere queste prestazioni su un SUV lungo 5 metri non è solo questione di potenza, ma di una cura dimagrante intelligente. Aston Martin ha lavorato sui dettagli per ridurre le masse, specialmente quelle non sospese, ottenendo un comportamento dinamico nettamente superiore. L’alleggerimento è stato ottenuto attraverso diverse soluzioni tecniche raffinate:
- Cerchi in lega di magnesio: permettono di risparmiare quasi 20 kg sulle masse non sospese, migliorando agilità e risposta dello sterzo.
- Tetto in fibra di carbonio: oltre a donare un look aggressivo, riduce il peso di 18 kg e, fattore cruciale, abbassa significativamente il baricentro della vettura.
- Pacchetti Carbon Fiber: l’uso esteso del carbonio per appendici e dettagli porta a un risparmio complessivo di circa 50 kg.
Nonostante la massa totale rimanga importante (circa 2.200 kg), il lavoro di affinamento telaistico fa sì che, alla guida, l’auto sembri pesare molto meno, nascondendo la sua stazza con una grazia inaspettata.
Una nuova trasmissione per gestire la potenza
Uno degli aggiornamenti più significativi riguarda il cambio. La precedente trasmissione automatica a 9 rapporti con convertitore di coppia (di derivazione Mercedes), ottima per i 500 cavalli della versione base, non sarebbe stata ideale per gestire l’esuberanza della S. I tecnici di Gaydon hanno quindi optato per un cambio a 9 rapporti con frizione multidisco a bagno d’olio (wet clutch) sviluppato internamente. Rispetto a un convertitore classico o a uno ZF8, questa soluzione offre:
- Innesti molto più diretti e veloci.
- Un “kick” più deciso durante la cambiata.
- Una gestione ottimale della potenza agli alti regimi (sopra i 5.000 giri).
La trazione è integrale, ma con una preferenza per il retrotreno. In condizioni normali l’auto spinge da dietro, ma può trasferire fino al 50% della coppia all’asse anteriore quando serve aderenza. A questo si aggiunge un albero di trasmissione in fibra di carbonio (una finezza tecnica da vera supercar) e un differenziale autobloccante posteriore a controllo elettronico.
Design esterno: aggressività funzionale
Esteticamente, la DBX S si distingue immediatamente. Il frontale è dominato da una griglia rivista per massimizzare il raffreddamento del V8, accompagnata da nuovi spoiler e prese d’aria. Le minigonne laterali sono state ridisegnate e il logo “S” sulla fiancata ne certifica l’identità. Al posteriore, il design è ancora più scenografico. Il gruppo ottico genera un’onda dinamica che attraversa il portellone, con linee di tensione che si dissipano elegantemente sulla fiancata. Ma è l’impianto di scarico a catturare l’attenzione: quattro terminali verticali completamente rivisti, non solo per l’estetica ma per dare voce libera all’anima del motore.
Interni: lusso artigianale e tecnologia integrata
Salendo a bordo, si viene accolti da un ambiente che profuma di alta sartoria britannica. I sedili con trama a lisca di pesce e gli inserti in Alcantara elevano la percezione di qualità. Ogni dettaglio è curato maniacalmente: persino l’aletta parasole e lo sportellino dello specchietto sono rivestiti in pelle e Alcantara con cuciture a vista. La plancia mantiene un layout tipicamente Aston Martin, con il tasto di accensione al centro e una disposizione dei comandi razionale. A differenza di molti concorrenti, lo schermo dell’infotainment è integrato armoniosamente nel design, evitando l’effetto “tablet appeso”. Il sistema infotelematico è stato sviluppato da zero in-house ed è tra i primi a supportare Apple CarPlay Ultra. Questa integrazione profonda permette alle app dello smartphone di fondersi con la strumentazione digitale dell’auto, offrendo un’esperienza utente fluida e coinvolgente.
Versatilità e comfort: una supercar per la famiglia
Nonostante i 727 cavalli, la DBX S non dimentica di essere un’auto da utilizzare quotidianamente. Grazie al passo di 3 metri, lo spazio posteriore è abbondante e i passeggeri godono delle stesse finiture di lusso di chi siede davanti. Il tunnel centrale è stato ridotto al minimo per migliorare l’abitabilità, nonostante la presenza della meccanica ingombrante sotto il pianale. Il bagagliaio è ampio e versatile, con sedili abbattibili in configurazione 40:20:40. Un dettaglio pratico è il pulsante nel vano di carico che permette di abbassare l’auto tramite le sospensioni pneumatiche, facilitando il carico delle valigie. È la dimostrazione che si può avere un’auto da 300.000 euro che accontenta anche le esigenze familiari.
Sensazioni di guida: il miracolo dell’amalgama
La vera magia di questa vettura non sta nei numeri, ma in quella che possiamo definire “l’amalgama”. Non è difficile per un costruttore montare un motore potente o delle sospensioni ad aria; la sfida è far lavorare tutto insieme in armonia. Aston Martin è riuscita a creare un telaio che sfrutta:
- Sospensioni pneumatiche a tripla camera (escursione da +4,5 cm a -3 cm).
- Barre antirollio attive a 48V.
- Ammortizzatori a controllo elettronico.
Il risultato è una doppia personalità sconvolgente. In modalità comfort, l’auto è docile, morbida e utilizzabile tutti i giorni senza spaccare la schiena. Ma spostando il selettore in Sport+ e superando i 5.000 giri, il motore si trasforma in una iena, e l’auto diventa piatta, precisa e reattiva. Lo sterzo, rivisto con un rapporto di 13,8:1, è incredibilmente diretto per un SUV. Nella parte centrale rimane morbido e comunicativo, ma diventa affilato appena si imposta la curva, permettendo di “sentire” l’auto in ogni frangente, anche sulla neve dove l’aderenza è precaria.
Verdetto finale
Questa Aston Martin DBX S non è solo il “SUV di James Bond”. È la dimostrazione che si può costruire una vettura da oltre 2 tonnellate che si guida come una sportiva, senza rinunciare al comfort di una limousine. È un’auto capace di emozionare con il suo V8 vecchia scuola e, allo stesso tempo, di accompagnare la famiglia in vacanza con classe inarrivabile. Se cercavate l’auto definitiva che unisce prestazioni brutali e lusso sfrenato, la ricerca potrebbe essere finita qui.