L’azienda di Elon Musk apre ufficialmente le prenotazioni per provare la Full Self-Driving sulle strade italiane. Per tutto il mese di dicembre sarà possibile testare la tecnologia, ma con una particolarità: l’esperienza avverrà dal sedile del passeggero.
È un momento che molti appassionati di mobilità elettrica e tecnologia attendevano da tempo. A partire dal 1° dicembre 2025, Tesla porterà sulle strade italiane una dimostrazione pratica e diffusa della sua tecnologia più avanzata: la Full Self-Driving (Supervised), o Guida autonoma al massimo potenziale.
Sul sito ufficiale di Tesla Italia è apparsa la possibilità di prenotare un “giro di prova” molto particolare. Non si tratta del classico test drive in cui il potenziale cliente si mette al volante per saggiare l’accelerazione, ma di un’esperienza dimostrativa in cui l’utente siede al lato passeggero, lasciando che sia il sistema (sotto la supervisione di un esperto del team Tesla) a mostrare le sue capacità in scenari reali.
Un dicembre all’insegna dell’intelligenza artificiale
L’iniziativa coprirà l’intero mese, dall’1 al 31 dicembre 2025, trasformando i Tesla Store delle principali città italiane in hub tecnologici. Il messaggio lanciato dall’azienda è diretto: “Sii tra i primi a provare il Full Self-Driving (Supervised) dal sedile del passeggero”.
L’obiettivo dichiarato è mostrare come il software gestisca il traffico in tempo reale, supportando il conducente nelle parti più stressanti della guida quotidiana. Non è un caso che questa campagna arrivi ora: Tesla sta spingendo forte sull’accumulo di dati e sulla dimostrazione pubblica della sicurezza dei suoi sistemi, in vista di un futuro passaggio alla guida totalmente autonoma.
Dove provare la FSD in Italia
Il tour dimostrativo toccherà diversi punti strategici della penisola. Ecco l’elenco delle sedi confermate dove è possibile prenotare l’esperienza:
- Milano Vittuone: Presso il Tesla Store locale.
- Milano Linate: Un punto nevralgico per il traffico milanese.
- Verona: Per testare il sistema sulle strade venete.
- Padova: Altro hub fondamentale nel Nord-Est.
- Bologna: Nel cuore della viabilità emiliana.
- Roma Saxa Rubra: Per la prova del fuoco nel traffico della Capitale.
Cosa aspettarsi dalla “Guida autonoma al massimo potenziale”
Ma cosa vedranno esattamente i passeggeri durante questi test? La versione (Supervised) della FSD non rende il veicolo completamente autonomo — richiede ancora la supervisione attiva umana — ma è in grado di compiere manovre complesse che vanno ben oltre il semplice cruise control adattivo.
Il sistema si basa su una rete neurale addestrata tramite miliardi di miglia di dati di guida anonimi raccolti in tutto il mondo. A differenza dei sistemi basati su radar o LiDAR, Tesla punta tutto sulla visione: telecamere a 360 gradi che agiscono come occhi instancabili.
Durante la dimostrazione, gli utenti potranno osservare tre funzioni principali in azione:
- Navigazione complessa: Il veicolo segue il percorso stabilito dal navigatore, gestendo sterzata, accelerazione e frenata.
- Cambi di corsia e gestione del traffico: Le telecamere monitorano i punti ciechi e decidono quando è sicuro spostarsi per sorpassare o seguire il flusso, evitando attivamente auto, moto e biciclette.
- Gestione degli scenari urbani: Il sistema è progettato per reagire a incroci, semafori e situazioni imprevedibili.
Oltre la guida: parcheggio e “Smart Summon”
L’esperienza non si limita alla strada. Il pacchetto FSD include funzionalità come Autopark, che permette alla vettura di rilevare spazi perpendicolari o paralleli ed effettuare la manovra in totale autonomia.
Ancora più scenografica è la funzione Actually Smart Summon. Attivabile tramite l’app Tesla, permette al veicolo di uscire da un parcheggio o districarsi in spazi ristretti per raggiungere il proprietario che lo attende, quasi come se l’auto avesse una volontà propria.
La sicurezza e la visione del futuro
Uno dei pilastri su cui Tesla fonda la promozione di questa tecnologia è la sicurezza statistica. Secondo i dati riportati dall’azienda, la guida con FSD (Supervised) attivo risulta essere 7 volte più sicura rispetto a quella di un conducente umano medio.
Il motivo risiede nella natura stessa del sistema: le telecamere “non chiudono mai gli occhi”, non si stancano e non si distraggono con lo smartphone. Con una flotta di oltre sei milioni di veicoli che inviano dati, il sistema apprende collettivamente l’equivalente di una vita umana di esperienza di guida ogni 10 minuti.
Questa fase “supervisionata” è però solo un tassello di un mosaico più grande. La strategia a lungo termine di Musk punta alla guida autonoma non sorvegliata, quella che permetterà di sbloccare la flotta di Robotaxi e rendere operativo il progetto Cybercab.
Per ora, l’invito per gli italiani è quello di salire a bordo, allacciare le cinture (lato passeggero) e dare uno sguardo a come l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il concetto stesso di spostamento su gomma.