Siamo volati direttamente nel cuore pulsante di Cupra, al Experience Center di Martorell, per un’occasione speciale: mettere le mani – e soprattutto i piedi – sul primo prototipo della nuova Cupra Raval. Non si tratta di una semplice anteprima statica, ma di una vera e propria prova su strada che ci ha permesso di assaporare l’anima di questa compatta elettrica proprio nel luogo in cui è stata concepita, sviluppata e dove verrà prodotta.
L’emozione è palpabile fin dai primi metri fuori dalla fabbrica. La sensazione immediata è quella di un progetto maturo che segna un punto di svolta: finalmente abbiamo la guida One Pedal. È una caratteristica che mancava e che sono riusciti a integrare perfettamente su questa piattaforma, nata qui a Martorell e destinata a diventare lo standard per le future piccole del Gruppo.
Una “city car” nata per essere guidata
Definirla semplicemente una city car sarebbe riduttivo. Sebbene le dimensioni la collochino nel segmento B – con una lunghezza di circa 4,06 metri – la Raval trasmette fin da subito un feeling di guida superiore. La triangolazione tra sedile, volante e pedali è studiata per mettere il guidatore a proprio agio istantaneamente.
Già nei primi chilometri in ambito urbano, la vettura sorprende per il comfort. Nonostante fossimo al volante della versione VZ, la più estrema, equipaggiata con un motore da 166 kW (circa 226 CV), l’auto assorbe le asperità cittadine con una disinvoltura inaspettata. Questo grazie anche alle sospensioni a controllo elettronico (DCC), che permettono alla Raval di cambiare personalità con la pressione di un tasto.
Dinamica di guida: tra comfort e prestazioni pure
La vera magia di questa Cupra Raval risiede nella sua doppia anima, una sorta di “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”.
- In modalità Comfort: La vettura è docile, assorbe dossi e buche in maniera eccezionale (nonostante i cerchi con spalla bassa) e si muove nel traffico con agilità grazie anche allo sterzo progressivo molto preciso.
- In modalità Cupra: L’auto si trasforma. L’assetto si irrigidisce, la risposta diventa immediata e si attiva il sound generato artificialmente (un dettaglio che, personalmente, preferisco disattivare per godermi il silenzio e la spinta dell’elettrico, ma che serve a dare riferimenti acustici sportivi).
A stupire è il piacere di guida genuino. Abituati alle piattaforme MEB tradizionali, qui siamo su un altro livello. Il pedale del freno ha perso quella spugnosità tipica di alcune elettriche del gruppo, offrendo un feedback solido e rassicurante. Questo è reso possibile anche da una scelta tecnica importante: l’adozione di quattro freni a disco. Avendo il motore elettrico all’anteriore, la rigenerazione non avviene più al posteriore, permettendo l’abbandono dei freni a tamburo in favore dei dischi anche dietro.
Come si comporta tra le curve: il ritorno della Hot Hatch
Quando il ritmo si alza, la Raval dimostra di avere il DNA di una vera sportiva compatta. Il confronto che viene naturale fare è con icone come la Fiesta ST o la Hyundai i20N: si ritrova quel tipo di divertimento, quella connessione meccanica (seppur filtrata dall’elettronica) che fa sorridere chi ama guidare.
Il differenziale elettronico anteriore lavora in modo egregio: in uscita di curva, anche pestando sull’acceleratore, l’auto non soffre di sottosterzo ma, anzi, tende a chiudere la traiettoria, “tirandoti” dentro la curva. La trazione è ottima e l’ESP, pur non essendo disattivabile su questo prototipo, è tarato millimetricamente per lasciar lavorare il telaio senza tagliare potenza bruscamente.
Anche il retrotreno, nonostante lo schema a ponte torcente, è vivo e partecipe, rendendo la guida coinvolgente e mai piatta. È una macchina solida, rigida a livello telaistico ma mai scomoda.
Autonomia, ricarica e dettagli tecnici
Sebbene i dati non siano ancora definitivi al 100%, le stime per questa versione VZ da 166 kW parlano di un’autonomia di circa 400 km nel ciclo di omologazione. La gestione dell’energia offre diverse opzioni:
- Modalità D: Tre livelli di rigenerazione selezionabili.
- Modalità B: Due livelli di intensità, che permettono la vera guida One Pedal, comodissima in città e efficace nella guida sportiva.
A terra, la potenza è scaricata da pneumatici importanti: 235/40 R19, una gommatura generosa che spiega gran parte dell’efficacia in inserimento e percorrenza.
Design e prezzi: cosa sappiamo finora
Non possiamo ancora svelarvi tutto. L’auto provata era camuffata sia esternamente che internamente (plancia coperta), ma le proporzioni sono quelle definitive. È un design che promette bene, con maniglie a scomparsa e una presa di ricarica posizionata all’anteriore. L’abitabilità, grazie al passo di 2,60 metri, è sorprendente per una vettura di queste dimensioni: anche dietro lo spazio non manca.
Per quanto riguarda il posizionamento sul mercato, si parla di un prezzo di partenza intorno ai 26.000 euro per le versioni d’ingresso (che avranno probabilmente un taglio di potenza da 115 kW/155 CV), una cifra che la renderebbe estremamente competitiva considerando la dotazione tecnica e il divertimento offerto.
Conclusioni: un prototipo che convince
Scendendo dalla Cupra Raval, la sensazione prevalente è quella di aver guidato qualcosa di speciale. Non è solo un esercizio di stile, ma un’auto che vuole riportare il piacere di guida nel segmento delle piccole elettriche. Le manca forse un pizzico di allungo alle alte velocità rispetto allo scatto bruciante da ferma, ma stiamo parlando di dettagli su una vettura di preserie.
Se queste sono le premesse del prototipo, la versione definitiva promette scintille. Cupra sembra aver centrato l’obiettivo: creare un’elettrica che non sia solo un mezzo di trasporto, ma un oggetto capace di emozionare.