Dalla Silicon Valley arriva un segnale forte sul futuro del Cavallino Rampante. A San Francisco, in un evento che segna un punto di svolta per la casa di Maranello, è stato tolto il velo sugli interni e sull’interfaccia utente della Ferrari Luce, la nuova vettura completamente elettrica del marchio. La presentazione, avvenuta il 9 febbraio 2026, rappresenta il secondo atto di una strategia di lancio tripartita, iniziata con la rivelazione della tecnologia nell’e-building di Maranello nell’ottobre 2025 e che culminerà con la presentazione degli esterni in Italia nel maggio 2026.
L’evento californiano non è stato solo una vetrina tecnica, ma la dichiarazione di una nuova filosofia costruttiva. Il nome stesso, “Luce”, è stato scelto per simboleggiare chiarezza e visione: l’elettrificazione viene interpretata da Ferrari non come un fine ultimo, ma come uno strumento per esplorare nuove dimensioni del design e dell’ingegneria, mantenendo intatta l’identità sportiva del brand.

Una collaborazione strategica con LoveFrom
Questa rivoluzione stilistica porta la firma autorevole di LoveFrom, il collettivo creativo fondato a San Francisco dai designer Sir Jony Ive e Marc Newson. La scelta di Ferrari assume un significato particolare considerando il passato di Ive: storico Chief Design Officer di Apple, è la mente che ha plasmato l’estetica della tecnologia moderna, definendo le forme di icone come l’iMac, l’iPod e, soprattutto, l’iPhone.
È singolare notare come proprio il designer che ha introdotto il mondo all’era del “multitouch” e degli schermi interattivi abbia scelto, per la Ferrari Luce, una direzione quasi opposta. La collaborazione quinquennale con la Casa di Maranello non mira a trasformare l’auto in uno smartphone su ruote, bensì a sfidare le convenzioni attuali dell’automotive elettrico. Sfruttando la sua profonda esperienza nella Silicon Valley sull’interfaccia utente, Ive ha lavorato con il Centro Stile Ferrari per creare un ambiente dove la tecnologia è presente ma non invasiva, restituendo valore alla tattilità e ai controlli fisici, in una celebrazione dell’analogico che paradossalmente arriva proprio da chi ha reso indispensabile il digitale.

L’architettura degli interni: il ritorno dei comandi fisici
L’abitacolo della Ferrari Luce è stato concepito come un volume unico, pulito e razionale, dove ogni elemento è studiato per ridurre il carico cognitivo del pilota. In netta controtendenza rispetto al mercato delle auto elettriche, dominato da grandi display centrali, Ferrari ha scelto di mantenere e valorizzare i pulsanti meccanici, le levette e gli interruttori.
L’ergonomia è stata sviluppata per favorire l’uso intuitivo, permettendo al guidatore di operare sui comandi senza dover distogliere lo sguardo dalla strada. Gli interni sono organizzati attorno a tre elementi chiave autonomi: il “Binnacle” (il quadro strumenti), il pannello di controllo centrale e il tunnel. Questa separazione chiara tra input (i comandi fisici) e output (le informazioni visive) richiama la semplicità delle auto sportive classiche e delle monoposto di Formula 1.

Il volante e la strumentazione evoluta
Uno degli elementi più distintivi è il nuovo volante a tre razze, che reinterpreta in chiave moderna il classico design Nardi degli anni ’50 e ’60. Realizzato in una lega di alluminio riciclato al 100%, il volante è privo di rivestimenti sulle razze per esaltare la purezza del materiale e la qualità della lavorazione CNC. I controlli integrati sono analogici e restituiscono un feedback sia meccanico che acustico, frutto di numerosi test con i collaudatori.
Il quadro strumenti, definito Binnacle, introduce una novità tecnica rilevante: è montato direttamente sul piantone dello sterzo e si muove solidalmente con esso, garantendo sempre una visibilità ottimale. Il display utilizza una tecnologia OLED sviluppata con Samsung Display, caratterizzata da pannelli ultrasottili sovrapposti. Attraverso tre aperture fisiche nel pannello superiore, si intravedono le informazioni del livello sottostante, creando un effetto di profondità tridimensionale che unisce la versatilità del digitale all’estetica della strumentazione analogica.

Materiali innovativi e l’uso del vetro tecnico
La ricerca sui materiali ha portato all’adozione diffusa del vetro Corning Fusion5, un materiale ad alta resistenza solitamente impiegato in ambiti tecnologici avanzati. Questo vetro è stato utilizzato per diverse componenti, tra cui il selettore del cambio e la chiave di accensione.
Particolarmente interessante è la lavorazione del selettore del cambio: per realizzare la grafica interna, sono stati utilizzati laser di precisione che hanno praticato migliaia di micro-fori nel vetro, successivamente riempiti di inchiostro. Il risultato è una superficie perfettamente liscia ma visivamente ricca, resistente a graffi e urti. Anche l’alluminio gioca un ruolo da protagonista: le superfici metalliche sono trattate con un processo di anodizzazione che crea una microstruttura esagonale, offrendo una texture unica al tatto e una maggiore durevolezza nel tempo.
Un rituale di avvio con tecnologia E-Ink
L’esperienza utente è stata curata fin dal momento dell’ingresso in auto. La chiave della Ferrari Luce integra un piccolo display E-Ink (inchiostro elettronico), una primizia nel settore automotive. Questa tecnologia, che consuma energia solo durante il cambio di stato, permette alla chiave di cambiare colore.
Quando il guidatore inserisce la chiave nell’apposito alloggiamento nel tunnel centrale, si attiva una sequenza coreografica: la chiave muta colore dal giallo al nero, fondendosi visivamente con la superficie circostante, mentre il quadro strumenti e il pannello di controllo si illuminano simultaneamente, segnalando che la vettura è pronta a partire.
Il display passeggero e il Multigraph
Per coinvolgere anche il passeggero nell’esperienza di guida, il pannello di controllo centrale è montato su un giunto sferico che permette di orientare lo schermo verso destra o sinistra. Al suo interno è presente il Multigraph, un sistema ibrido che combina lancette fisiche in alluminio con un quadrante digitale. Mosso da tre motori indipendenti, il Multigraph può trasformarsi a seconda della necessità, fungendo da orologio, cronometro, bussola o visualizzatore per il Launch Control, mantenendo sempre un legame con la tradizione dell’alta orologeria.
Con la presentazione degli interni, Ferrari definisce chiaramente la sua rotta verso l’elettrico: un percorso che non rinuncia alla meccanica e all’emozione tattile, ma le integra in un ambiente tecnologicamente avanzato. L’attesa si sposta ora a maggio 2026, quando in Italia verranno finalmente svelate le forme esterne della Ferrari Luce.



