Al Consumer Electronics Show di Las Vegas, il colosso sudcoreano ha svelato la roadmap “Partnering Human Progress”, puntando su robot umanoidi adattivi, una partnership strategica con Google DeepMind e nuovi impianti produttivi dedicati all’intelligenza artificiale applicata.
LAS VEGAS – Durante il CES 2026, Hyundai Motor Group ha tracciato una nuova rotta per il settore tecnologico industriale, presentando una strategia che segna il definitivo passaggio dalla robotica puramente hardware a quella basata sull’intelligenza artificiale (AI). Sotto il tema “Partnering Human Progress”, evoluzione del concetto introdotto quattro anni fa, il Gruppo ha illustrato come intende integrare i robot nella società e nelle fabbriche, non come semplici esecutori, ma come collaboratori adattivi.
L’annuncio si concentra su quello che viene definito “Intelligenza Artificiale Fisica” (Physical AI): la capacità di sistemi hardware di operare nel mondo reale, raccogliendo dati e prendendo decisioni autonome. Questa visione si poggia su tre pilastri fondamentali: la cooperazione diretta tra esseri umani e macchine, l’integrazione delle competenze di Boston Dynamics con la capacità produttiva del Gruppo e, infine, alleanze strategiche con leader globali dell’AI.

Atlas e la nuova era degli umanoidi industriali
Il protagonista indiscusso della presentazione è stato il robot umanoide Atlas, progettato da Boston Dynamics. Lontano dall’essere un semplice prototipo da laboratorio, la nuova versione di Atlas presentata al CES 2026 è concepita come una piattaforma pronta per l’impiego industriale su larga scala.
Dotato di 56 gradi di libertà e giunti completamente rotanti, il robot è stato sviluppato per muoversi in spazi complessi originariamente disegnati per gli esseri umani. Le specifiche tecniche evidenziano un orientamento pragmatico:
- Capacità di carico e precisione: Atlas può sollevare fino a 50 kg ed è dotato di mani con sensori tattili per manipolazioni delicate.
- Resistenza operativa: Il robot è impermeabile, lavabile e opera a pieno regime in un range termico tra i 20°C e i 40°C.
- Autonomia: È in grado di gestire autonomamente la ricarica e il cambio batteria, garantendo continuità operativa.
Hyundai ha delineato una tabella di marcia precisa per l’introduzione di questi umanoidi. I primi test sul campo avverranno presso la Hyundai Motor Group Metaplant America (HMGMA) in Georgia. A partire dal 2028, Atlas verrà impiegato in compiti di sequenzializzazione dei materiali, per poi passare, entro il 2030, a operazioni di assemblaggio complesso, sollevando gli operatori umani da mansioni logoranti o pericolose.
Una catena del valore integrata: dai dati alla fabbrica
La strategia di Hyundai si distingue per l’approccio End-to-End (E2E). Il Gruppo non si limita a sviluppare il robot, ma sta costruendo l’intero ecosistema necessario per addestrarlo e produrlo. Questo sistema si avvale delle cosiddette Software-Defined Factory (SDF), fabbriche intelligenti che fungono sia da luogo di produzione che da terreno di apprendimento.
Un ruolo cruciale sarà svolto dal Robot Metaplant Application Center (RMAC), una struttura prevista per il 2026 negli Stati Uniti. Qui, i dati raccolti dalle operazioni reali verranno utilizzati per addestrare l’AI dei robot in un ciclo di miglioramento continuo. In questo contesto si inserisce la collaborazione con NVIDIA, le cui infrastrutture di simulazione e framework digitali verranno sfruttati per accelerare l’apprendimento delle macchine prima ancora che queste entrino in funzione fisicamente.
L’obiettivo produttivo è ambizioso: il Gruppo punta a realizzare un sistema scalabile capace di fabbricare 30.000 unità robotiche all’anno entro il 2028. A supporto di questa espansione, è stato confermato un investimento di 26 miliardi di dollari negli Stati Uniti e di oltre 125 miliardi di KRW in Corea del Sud, destinati a potenziare le infrastrutture di robotica, guida autonoma ed energia verde.
L’alleanza con Google DeepMind
Parallelamente allo sviluppo hardware, Boston Dynamics ha ufficializzato una partnership strategica con Google DeepMind. L’obiettivo è integrare i modelli di AI generativa multimodale di Google (in particolare Gemini) con la robotica avanzata di Hyundai.
Questa collaborazione mira a dotare i robot di capacità di ragionamento superiori, permettendo loro di percepire l’ambiente, pianificare azioni complesse e interagire in modo naturale con gli operatori umani. Secondo Zachary Jackowski, Vice President di Boston Dynamics, questa convergenza rappresenta un passo decisivo per “ridefinire il paradigma futuro del settore”, trasformando i robot da macchine programmate a entità capaci di apprendere e adattarsi dinamicamente.
Il modello “Robot-as-a-Service”
Sul fronte commerciale, Hyundai Motor Group sta spingendo verso il modello RaaS (Robot-as-a-Service). Invece della vendita diretta, questa formula prevede abbonamenti che includono manutenzione, aggiornamenti software OTA (Over-the-Air) e monitoraggio remoto. Già adottato da partner come DHL e Maersk per i robot Spot (il quadrupede) e Stretch (il robot per la logistica di magazzino), il modello RaaS mira a ridurre le barriere all’ingresso per le aziende, garantendo un ritorno sull’investimento più rapido e una gestione flessibile della flotta robotica.
Le tecnologie in mostra al CES
Presso lo stand di Las Vegas, i visitatori possono osservare diverse applicazioni pratiche di questa visione. Oltre alle dimostrazioni di Atlas impegnato in compiti industriali, sono presenti:
- Spot: equipaggiato con nuovi sensori per ispezioni autonome nei siti industriali.
- MobED: la piattaforma di mobilità eccentrica, ora disponibile anche in versione a guida autonoma.
- X-ble Shoulder: un esoscheletro indossabile per ridurre l’affaticamento muscolare dei lavoratori.
- IONIQ 5 Robotaxi: che illustra i progressi nella guida autonoma applicata alla mobilità urbana.
Con queste innovazioni, Hyundai Motor Group conferma la volontà di posizionarsi non più solo come costruttore automobilistico, ma come fornitore integrato di soluzioni di mobilità e robotica intelligente, scommettendo su un futuro dove la coesistenza tra uomo e macchina sia sicura e produttiva.

