Non è solo un esercizio di stile il simulatore di guida in realtà mista presentato da Dacia in questi giorni a Roma, ma una vera e propria dimostrazione di intenti nei confronti del mercato, ma andiamo con ordine.

Tutto comincia con la presentazione dei recenti successi del reparto sportivo della casa nel campionato Rally Raid, un quarto posto nella Dakar, la gara su sabbia più famosa al mondo, e un primo posto in Portogallo, le prime due tappe della competizione. Gli autori? Di certo il pilota Sébastien Loeb e il suo navigatore Edouard Boulanger, ma anche un dream team tecnico alle loro spalle che gli ha permesso di avere tra le mani una vettura dalle prestazioni ottimali per supportarli nelle loro imprese. Come sempre però i successi nel motorsport e le innovazioni sviluppate in seno alle competizioni significano qualcosa di più anche per tutti noi: l’esperienza di Dacia nel Rally Raid permette ogni giorno di avere un laboratorio dove testare le tecnologie e le soluzioni poi portate nelle macchine di serie; in questo senso la spinta oggi più che mai è verso i concetti di robustezza, tecnologia, propulsione a carburanti sostenibili ed affidabilità, tratti cruciali della gamma.
Detto questo, è altrettanto vero che oggi, continua Rosa Sangiovanni, Dacia Italia marketing director, il brand Dacia, il volano delle competizioni è ancora lontano dai cuori degli automobilisti; Dacia viene scelta principalmente da persone di età superiore ai 45 anni (in media la gamma vede il 23% dei clienti cadere nella fascia 45-54 anni, il 24% tra 55 e 64 e il 22% è ultra-sessantacinquenne). Questo rende chiaro che oggi il marchio viene scelto più con il cervello che con il cuore, ma “The Sandrider Experience” punta a cambiare le carte in tavola. Il progetto è semplice quanto più geniale: costruire un simulatore di guida in sala 1:1 per portare l’esperienza di guida del Rally Raid in giro per l’Italia. 31 saranno i dealer interessati da qui alla fine dell’anno, concessionarie della rete presso cui si potrà provare il simulatore e percorrere un percorso di competizione; alla fine della quale, il primo classificato a livello nazionale avrà la possibilità di vincere un viaggio per due persone a Los Angeles di una settimana e 2 PASS «The Game Awards 2027».
Ma cerchiamo di andare oltre questo e capire la visione dietro questo progetto: se Dacia deve ampliare il proprio mercato mirando ai più giovani, allora i gamers sono una popolazione molto interessante: circa 14 milioni di Italiani possono essere considerati tali mentre 4 potrebbero essere definiti “core gamers” ossia persone ad alto engagement. Inoltre, questa audience presenta ulteriori presupposti utili allo scopo: l’età media si aggira intorno ai 30 anni (il che li rende anche potenziali clienti oltre che un ottimo target) e sono molto propensi a indirizzarsi verso brand ad alta innovazione tecnologica e che tendono a “parlare la loro lingua”. A livello emozionale, infine, ricerche dimostrano come il gioco sia più di ciò, ma diventi un’esperienza più che reale attorno a cui la vita delle persone piega inevitabilmente.
A questo punto l’idea: portare la passione per le competizioni nel gioco e quindi alle persone.
Dopo oltre un anno di incubazione, 3 mesi di ricerca e 3 di produzione ecco il simulatore: una replica 1:1 della macchina da gara con un enorme schermo ad alta definizione posto del parabrezza e 700kg di peso. Realizzato su un telaio di alluminio, con pannelli stampati con tecnica 3d industriale e con un vasto impero di componenti prese in prestito dalla sorella “reale” (ad esempio il volante, i sedili, o gli pneumatici), questa scocca fa da postazione per poter sfruttare il software Assetto Corsa di Kunos Simulazioni e impiegare le sue logiche in un tracciato di sabbia che simula un possibile percorso di Rally Raid.
L’esperienza è immersiva e divertente, provare per credere, lo stesso Loeb ci conferma “è stato fatto un lavoro incredibile, sembra vero” riferendosi allo spazio in quell’abitacolo che lui conosce così bene.
Insomma un esperimento degno di nota quello messo in piedi da Dacia Italia che tocca molti mondi, dal marketing al gaming e che di sicuro rappresenta un’arma innovativa per attrarre una clientela diversa da quella su cui oggi Dacia basa circa due terzi delle sue vendite.