Quando ci si trova davanti a un vero e proprio capolavoro di design automobilistico, le aspettative volano inevitabilmente alle stelle. Mazda ha sempre abituato i suoi appassionati a linee mozzafiato, e la nuova Mazda CX-5 non fa eccezione, candidandosi prepotentemente al titolo di SUV più affascinante attualmente in circolazione. Ma dietro a un’estetica impeccabile, a finiture da vera ammiraglia e a una tecnologia di bordo finalmente rivoluzionata, si nasconde una scelta meccanica conservativa che farà sicuramente discutere i puristi della guida e chi percorre moltissimi chilometri. Ecco un’analisi dettagliata di un’auto tanto bella quanto controversa, testata sulle strade di Barcellona.
Dimensioni maggiorate e un’estetica che conquista
Ai designer di Hiroshima si può dire di tutto, tranne che non sappiano disegnare automobili. La nuova CX-5 si presenta con un lavoro estetico meraviglioso, diventando molto più “spallata”, seduta e aggressiva rispetto alla generazione precedente.
I numeri parlano chiaro: la vettura si è allungata di 11,5 cm, raggiungendo i 4,69 metri di lunghezza totale (sfiorando di fatto i 4,70 metri). Questo incremento è interamente dovuto all’aumento del passo, una scelta ingegneristica che ha rivoluzionato l’abitabilità. Anche la larghezza è cresciuta di 1,5 cm, toccando quota 1,88 metri, mentre l’altezza è stata incrementata di 3 cm. Il risultato è un oggetto stupendo, con una presenza su strada che non ha nulla da invidiare ai blasonati SUV tedeschi.
Abitacolo premium e un bagagliaio da vero leader
L’aumento di 11,5 cm del passo si traduce in un vantaggio enorme per i passeggeri posteriori. Lo spazio per le ginocchia è ora abbondantissimo, permettendo di viaggiare nel massimo del comfort. L’accesso è semplicissimo e la zona posteriore è dotata di tutte le comodità moderne: bocchette della climatizzazione dedicate, prese USB di tipo C e agganci ISOFIX facilmente raggiungibili.
La qualità percepita è elevatissima, con materiali curati e pellami di pregio che rivestono sellerie estremamente comode. Un lavoro magistrale è stato fatto anche nel vano di carico. Rispetto al modello uscente, Mazda è riuscita a guadagnare quasi 100 litri, portando la capacità del bagagliaio a ben 583 litri. Abbattendo i sedili posteriori (frazionabili con il comodo schema 40/20/40), si sfiorano i 2000 litri di volumetria utile, un dato che pone la CX-5 ai vertici della sua categoria per praticità.
Infotainment al top con la fluidità di Android Automotive
Se in passato i sistemi multimediali nipponici potevano far storcere il naso, oggi la musica è cambiata. La plancia mantiene una pulizia del design eccezionale, impreziosita da un impianto audio Bose di altissimo livello e da comandi fisici curati nei minimi dettagli (persino le superfici touch restituiscono un feedback tattile con un “click” alla pressione).
Il vero protagonista è però il grande display centrale. Mazda è stata geniale nel posizionarlo al di sotto della linea del parabrezza: non ostruisce minimamente la visuale e non crea l’effetto “televisore appiccicato”. La vera rivoluzione è l’integrazione di Android Automotive. Questo significa avere i servizi di Google nativi, da Google Maps al Play Storeper scaricare app come Waze, il tutto gestito da un sistema incredibilmente veloce e fluido che non richiede necessariamente il mirroring del telefono. A completare il quadro tecnologico troviamo un quadro strumenti digitale da 13 pollici, un eccellente Head-Up Display e un pacchetto di sistemi di assistenza alla guida (ADAS) completo di mantenitore di corsia, cruise control adattivo, blind spot monitor e frenata automatica di emergenza.
Il grande dilemma: il motore 2.5 aspirato e il cambio a sei marce
A fronte di un’auto così matura e ben costruita, aprendo il cofano (che peccato l’assenza di un pistoncino idraulico per sorreggerlo) emerge la vera nota dolente per il mercato europeo. Ad alimentare questo imponente SUV da 4,70 metri c’è un motore 4 cilindri benzina da 2.5 litri aspirato, capace di erogare 141 cavalli e 238 Nm di coppia.
Sebbene la cubatura generosa regali un’ottima elasticità tipica degli aspirati, i 238 Nm di coppia arrivano solo a 3.500 giri, a differenza della spinta immediata ai bassi regimi di un moderno motore turbo. L’unità è supportata da un sistema Mild Hybrid a 24V (con batteria al litio e sistema ISG integrato nel motorino di avviamento) che aiuta leggermente nei transitori, ma non fa miracoli su una vettura di questa stazza. Le prestazioni dichiarano uno 0-100 km/h in circa 10 secondi e una velocità massima di 180-185 km/h. La vettura “va avanti”, certo, ma un’auto pensata per macinare anche 250.000 km l’anno avrebbe meritato l’eccellente diesel da 3.3 litri già visto su altri modelli, oppure un sistema Full Hybrid vero (che arriverà solo nel 2027).
Altra delusione arriva dal tunnel centrale. La presenza dei tiranti meccanici sulla leva tradisce l’utilizzo del classico cambio automatico a convertitore di coppia a 6 rapporti. Per quanto sia un’unità affidabile e ben tarata, su una vettura di questa caratura si sperava in una trasmissione più moderna (come un 8 rapporti by-wire sviluppato internamente o fornito da ZF/Aisin) per svecchiare l’intero powertrain. La vettura è disponibile sia a trazione anteriore (leggermente più efficiente e bilanciata se non vivete in montagna) che a trazione integrale.
Dinamica di guida: un assetto europeo che meriterebbe più spinta
Nonostante le perplessità sul motore, la guida esalta le doti telaistiche della vettura. L’ossatura della CX-5 sfrutta un abbondante uso di acciai alto-resistenziali, aumentando la resistenza torsionale di oltre il 15% e mantenendo il peso relativamente contenuto per la categoria.
Nel pieno rispetto della filosofia Jinba Ittai (l’unione perfetta tra cavallo e cavaliere), la triangolazione del posto guida è impeccabile. Mazda ha previsto un setup specifico per l’Europa: a differenza del mercato giapponese, qui troviamo molle più morbide abbinate a una taratura degli ammortizzatori molto più frenata sia in compressione che in estensione. L’auto è ben sostenuta, omogenea e sta in strada in modo eccellente. Proprio questa eccellenza dinamica fa rimpiangere la mancanza di un motore più grintoso. Per quanto riguarda l’efficienza, i primi test rivelano un consumo dichiarato di 7,5 litri per 100 km, un dato su cui bisognerà indagare a fondo in prove più lunghe e a velocità autostradali.
Prezzi e allestimenti: un rapporto qualità-prezzo imbattibile
La CX-5 si conferma il vero cuore pulsante di Mazda, un’auto nettamente più matura e affinata rispetto ai difetti di gioventù visti inizialmente sulla sorella maggiore CX-60.
E se il motore può far nascere qualche dubbio, il listino prezzi mette tutti d’accordo. Si parte da 35.900 euro per la versione a trazione anteriore con cambio automatico e il 2.5 da 141 cv. Se si desidera la trazione integrale AWD, il prezzo sale a 42.000 euro, mentre la versione top di gamma super accessoriata (l’allestimento Homura) tocca i 47.000 euro. A queste cifre, sfidiamo chiunque a trovare un SUV tedesco di pari dimensioni e con la stessa dotazione tecnologica, di sicurezza e di materiali.
Al netto della scelta “vecchia scuola” sotto il cofano (che garantisce comunque un’affidabilità a prova di bomba), la nuova Mazda CX-5 offre spazio, lusso e tecnologia a un prezzo estremamente competitivo.