ALPINE A290 GTS | TEST DRIVE Pro e Contro

ALPINE A290 GTS | TEST DRIVE Pro e Contro

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La nuova Alpine A290 GTS si impone nel panorama delle compatte a zero emissioni con un carattere estetico dirompente, trasformando l’ottima base della Renault 5 in una vettura dal fascino innegabile, impreziosita da carreggiate allargate di ben 6 centimetri. L’integrazione di fari puramente estetici con un iconico motivo a X in primo piano, finti sfoghi d’aria sul cofano e una presa di ricarica automatizzata legata al sistema keyless rendono i suoi 3,99 metri di lunghezza un concentrato di pura aggressività. L’impronta a terra è garantita da generosi cerchi da 19 pollici gommati Michelin Pilot Sport S5 (225/40), mentre la carrozzeria nasconde le maniglie posteriori arricchite dal dettaglio della bandiera francese. Il bagagliaio offre una capienza di circa 350 litri con schienale abbattibile 60/40, sebbene l’accesso risulti un po’ scomodo a causa di un gradino interno molto pronunciato.

Interni, tecnologia e connettività avanzata

L’abitacolo si distingue per l’utilizzo di materiali superiori rispetto al modello di partenza, dominato da sedili sportivi a regolazione manuale rivestiti in nappa e da un originale cielo con motivo a quadrati. Il volante, di chiara ispirazione racing, ospita una pletora di comandi: dalla regolazione della frenata rigenerativa al selettore delle modalità di guida, fino a un tasto dedicato all’overboost per ottenere 10 secondi di spinta extra. Il sistema di infotainment si basa sull’eccellente Android Automotive, arricchito da una sezione Live Data che funge da vera e propria telemetria. Questo strumento monitora l’accelerazione laterale e longitudinale, la pressione degli pneumatici e la temperatura del motore, offrendo persino un sistema di coaching integrato per ottimizzare le traiettorie e gestire il sottosterzo in pista. Meno esaltante l’abitabilità posteriore: lo spessore della batteria nel pianale costringe a tenere le ginocchia molto alte, sacrificando enormemente lo spazio per le gambe e la testa. Dietro mancano bracciolo, maniglie e bocchette dell’aria, e il massiccio poggiatesta centrale compromette quasi del tutto la visuale dallo specchietto retrovisore.

Motore, autonomia e dinamica di guida su strada

La gestione energetica della batteria da 52 kWh mostra una doppia natura. Utilizzando la vettura in città con particolare attenzione, i consumi si mantengono intorno ai 15 kWh/100 km. Tuttavia, forzando l’andatura o viaggiando a 130 km/h, il dispendio energetico supera facilmente i 23,5 kWh/100 km, riducendo drasticamente l’autonomia reale. L’architettura di ricarica supporta 11 kW in corrente alternata e 100 kW in continua, ma richiede circa 33 minuti per passare dal 20% all’80%, con una curva di potenza che tende a stabilizzarsi rapidamente tra i 40 e i 60 kW reali.

Su strada l’auto eccelle grazie a un eccezionale retrotreno multilink e a sospensioni con finecorsa idraulico che garantiscono un comfort notevole sulle asperità senza compromettere la stabilità. Il diametro di sterzata di appena 10 metri la rende agilissima nel misto stretto. L’impianto frenante modula in maniera impeccabile il passaggio tra rigenerazione ed elementi meccanici, anche se manca una vera funzione di guida a un pedale che porti l’auto all’arresto completo. Lo scatto iniziale è fulmineo, ma la spinta tende ad affievolirsi superati i 110 km/h, complice un limitatore fissato a 170 km/h che smorza un po’ le velleità del marchio. In modalità Sport fa inoltre la sua comparsa un rumore artificiale del motore decisamente fastidioso.

Prezzo e considerazioni finali sulla sportiva francese

Con un prezzo di partenza di 39.000 euro, che sale ad oltre 45.000 euro per l’allestimento GTS al netto di eventuali sconti, il posizionamento di mercato della Alpine A290 risulta particolarmente elevato ed esclusivo per il segmento delle compatte. Tirando le somme, questa vettura sa conquistare al primo sguardo grazie a un design accattivante e a finiture di altissima qualità che non la fanno mai passare inosservata. Su strada regala enormi soddisfazioni per merito di una dinamica di guida eccezionale, supportata da un assetto granitico, un torque vectoring molto efficace e una frenata estremamente potente e ben modulata tra la parte elettrica e quella idraulica. Anche la dotazione tecnologica è da prima della classe, spiccando in particolare per la presenza di ADAS magistralmente tarati e personalizzabili in un attimo tramite un comodissimo tasto fisico dedicato.

D’altra parte, per godere di queste doti bisogna fare i conti con alcune rinunce importanti, a partire da un’abitabilità posteriore fortemente compromessa dall’ingombro della batteria nel pianale, che sacrifica lo spazio per chi siede dietro. Inoltre, l’auto sconta un’efficienza energetica rivedibile non appena si superano le velocità urbane o si affronta l’autostrada, con un’autonomia che si riduce in modo drastico non appena si decide di sfruttare l’anima sportiva del telaio. Proprio spingendo sull’acceleratore in modalità Sport, emerge anche un suono del motore simulato decisamente poco riuscito e quasi fastidioso. Nel complesso, rimane un oggetto stilisticamente e meccanicamente riuscitissimo, una compatta in grado di stampare un sorriso sul volto di chi la guida tra le curve, a patto di essere disposti a chiudere un occhio su un listino decisamente salato e su una fruibilità a lungo raggio limitata.

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