Decreto carburanti: scatta lo sconto di 25 centesimi su benzina e diesel

Decreto carburanti: scatta lo sconto di 25 centesimi su benzina e diesel

In questo articolo

L’ombra del conflitto in Iran si allunga sui distributori italiani, spingendo il governo a un intervento lampo per arginare i rincari. Per proteggere i bilanci di famiglie e imprese dalla volatilità internazionale, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo provvedimento d’urgenza destinato ad abbattere i costi del rifornimento. La misura principale, siglata in tempi record a ridosso degli impegni europei, consiste in una riduzione diretta alla pompa pari a 25 centesimi al litro.

Cosa prevede il nuovo decreto legge

Il pacchetto, ribattezzato ufficialmente “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”, impegna risorse per oltre mezzo miliardo di euro. La premier Giorgia Meloni, prima di volare a Bruxelles per l’atteso vertice del Consiglio Ue, ha illustrato la ratio del provvedimento: si tratta di uno scudo temporaneo, della durata iniziale di 20 giorni, volto a neutralizzare gli effetti della crisi geopolitica mediorientale.

L’intervento si traduce in un sostanzioso taglio delle accise e nel conseguente calo dell’Iva. Dopo varie ipotesi sul tavolo, l’esecutivo ha optato per un beneficio universale, scartando soluzioni più selettive come il potenziamento della social card o il bonus carburanti, che avrebbero tutelato esclusivamente le fasce a basso reddito.

Sostegno vitale per autotrasportatori e pescherecci

L’onda d’urto dei rincari rischiava di paralizzare interi comparti produttivi. Per scongiurare un devastante effetto domino sui prezzi dei beni di consumo, il governo ha rispolverato strumenti già collaudati all’inizio del conflitto in Ucraina. Per il settore dell’autotrasporto è previsto un credito d’imposta studiato per compensare i maggiori costi sostenuti alla pompa.

Una boccata d’ossigeno fondamentale arriva anche per le flotte marittime, duramente colpite dall’impennata del gasolio. Come confermato dal ministro Francesco Lollobrigida, il decreto stanzia 10 milioni di euro per garantire alla pesca un credito d’imposta del 20% sugli acquisti di carburante, una misura che coprirà i mesi di marzo, aprile e maggio del 2026, tutelando sia le imprese ittiche sia i consumatori finali.

Misure anti-speculazione e controlli rafforzati

Il decreto non si limita allo sconto fiscale, ma lancia un’offensiva contro le anomalie del mercato. Una parte cruciale della strategia mira a estirpare alla radice i fenomeni speculativi, ancorando rigorosamente il costo finale per gli automobilisti alle reali oscillazioni internazionali del greggio.

Per garantire la massima trasparenza, vengono rafforzati i poteri ispettivi di Mister Prezzi. L’impianto normativo introduce sanzioni severe destinate a colpire chiunque – dai singoli benzinai ai grandi fornitori – tenti di trarre un profitto ingiustificato incamerando le risorse statali al posto di abbassare i listini.

Il retroscena politico tra tensioni ed elezioni

L’iter del decreto è stato a dir poco frenetico. Convocato a sorpresa alle sette di sera e durato appena mezz’ora, il vertice di Palazzo Chigi è arrivato al culmine di una giornata di fitte trattative tra i ministeri. Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, reduce da un incontro milanese con le principali compagnie petrolifere, ha rivendicato con forza il tempismo e la portata del maxi-sconto.

Sebbene l’ipotesi leghista di un tetto massimo ai prezzi (sul modello di Viktor Orban) sia stata accantonata dai tecnici per palesi incompatibilità con le regole del libero mercato, la compagine di governo si è compattata sulla via delle accise. Le tempistiche, tuttavia, hanno scatenato la dura reazione delle opposizioni: a soli tre giorni da un importante referendum, il Partito Democratico ha bollato l’iniziativa bollandola come una manovra dal sapore prettamente “elettorale”.

Scenari internazionali e prossimi passi

Il provvedimento, firmato in serata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in trasferta in Spagna, rappresenta solo un primo argine. La durata limitata dello sconto costringerà il governo a monitorare costantemente la situazione in Medio Oriente e nello stretto di Hormuz.

Come evidenziato dallo stesso Salvini, il prolungarsi della guerra in Iran potrebbe trasformare l’emergenza da un problema di costi a una vera e propria crisi di disponibilità dei carburanti. Eventuali proroghe o nuovi interventi strutturali dipenderanno dall’evoluzione del conflitto e dalle decisioni strategiche che matureranno al tavolo del Consiglio Ue.

In questo articolo

Altri Tech Drive