DACIA lancia STRIKER: ibrida, 4×4 e GPL a meno di 25.000 euro. Le caratteristiche del nuovo crossover

DACIA lancia STRIKER: ibrida, 4×4 e GPL a meno di 25.000 euro. Le caratteristiche del nuovo crossover

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L’offensiva del Gruppo Renault nei segmenti dimensionali superiori si arricchisce di un tassello fondamentale con l’introduzione di Striker, un inedito veicolo di segmento C progettato per affiancarsi come alternativa complementare al recente SUV Bigster. Con una lunghezza complessiva di 4,62 metri, questo nuovo modello adotta un’architettura ibrida dal punto di vista delle forme: la carrozzeria fonde infatti la capacità di carico di una station wagon, l’abitabilità interna di una berlina spaziosa e un’altezza da terra maggiorata di chiara ispirazione crossover.

Dal punto di vista estetico, le linee decise sono caratterizzate da un frontale verticale e un profilo aerodinamico studiato per massimizzare l’efficienza in marcia. Tra i dettagli di design più rilevanti spiccano la nuova firma luminosa diurna a LED, lavorazioni specifiche sulle lamiere delle portiere anteriori e una fascia posteriore in nero lucido che unisce i gruppi ottici, impreziosita da un rivestimento materico dall’effetto tecnico e granulare. L’approccio ingegneristico si è concentrato principalmente sulla praticità e sull’uso quotidiano, offrendo un pacchetto razionale ma dal carattere robusto.

La gamma di motorizzazioni confermerà la flessibilità tecnologica del costruttore. Al momento del lancio, il listino includerà varianti ibride, versioni dotate di trazione integrale 4×4 sempre con modulo ibrido, e le tradizionali motorizzazioni bi-fuel a benzina e GPL, da anni vero e proprio asse portante delle vendite del marchio. Atteso per una presentazione ufficiale completa nel mese di giugno, dopo una prima anteprima riservata durante l’ultimo Strategy Day aziendale, il veicolo si proporrà sul mercato con un prezzo di attacco inferiore alla soglia dei 25.000 euro, rivolgendosi in modo strategico sia ai clienti privati che alle flotte. Il nome scelto fa esplicito riferimento all’azione di “centrare un obiettivo”, riflettendo l’ambizione di posizionarsi con precisione in una fascia di mercato altamente competitiva.

La strategia per il segmento C e la transizione elettrica

L’introduzione della Striker si inserisce all’interno di un piano industriale che guarda con decisione al termine del decennio. L’azienda punta a far crescere l’incidenza dei veicoli di medie dimensioni dall’attuale 20% a un terzo delle vendite totali nei prossimi anni. Parallelamente, la roadmap al 2030 prevede un deciso incremento delle vetture elettrificate. Se attualmente un’auto su quattro immatricolata dal brand dispone di una forma di elettrificazione, l’obiettivo a medio termine è di raggiungere i due terzi del totale.

Entro il 2030 è previsto inoltre il lancio di quattro veicoli 100% elettrici. Il primo debutterà già nel corso dell’anno corrente: si tratterà di un’utilitaria compatta di segmento A basata sulla piattaforma RGEV Small del Gruppo, prodotta in stabilimenti europei e proposta con un prezzo di partenza inferiore ai 18.000 euro. Anche i modelli storici della gamma subiranno una profonda evoluzione tecnologica. La futura generazione di Sandero, ad esempio, accoglierà una serie di motorizzazioni multi-energia, mantenendo il focus sul rapporto prezzo/prestazioni.

I risultati commerciali e le prospettive aziendali

Le basi per questi investimenti poggiano su volumi di vendita solidi. A fine 2025, l’azienda ha superato l’importante traguardo dei 10 milioni di veicoli venduti a livello globale a partire dal rilancio del marchio avvenuto nel 2004. Le performance attuali sono trainate da vetture chiave: la Sandero si è confermata per il secondo anno consecutivo l’auto più venduta in Europa in tutti i canali, mentre il Duster e il Bigster hanno ottenuto posizionamenti ai vertici delle vendite ai clienti privati nei rispettivi segmenti.

Sotto il profilo strettamente finanziario, la società continua a sfruttare un vantaggio strutturale del 15% sui costi rispetto ai concorrenti europei. Questo margine viene ottenuto tramite un’elevata integrazione locale degli impianti produttivi, un tasso di saturazione delle fabbriche prossimo ai massimi e una rete distributiva snella, capace di operare a costi dimezzati rispetto alla media in Europa Occidentale. L’efficacia di questo modello di business si riflette nei tassi di fidelizzazione: oltre il 70% dei clienti riacquista una vettura del marchio, a cui si aggiunge un ulteriore 10% che transita verso la controllante Renault. Allo stesso tempo, il brand mantiene un’elevata capacità di conquista, con il 65% dei nuovi acquirenti che proviene da marchi esterni al Gruppo.

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