A vent’anni dal debutto della Veyron, la vettura che ha ridefinito i parametri delle prestazioni automobilistiche inaugurando la categoria delle “hyper-GT”, Bugatti presenta la sua ultima creazione esclusiva: la F.K.P. Hommage. Questo nuovo modello, il secondo nato dal Programme Solitaire, non si limita a celebrare l’anniversario della Veyron, ma rende omaggio alla figura ingegneristica che ne rese possibile la nascita: il Prof. Dr. Ferdinand Karl Piëch.
L’auto, un pezzo unico, rappresenta una sintesi tra l’estetica Bauhaus della progenitrice e l’apice dello sviluppo meccanico raggiunto con la piattaforma Chiron, fungendo da ponte tra il passato recente e il presente tecnologico del marchio di Molsheim.

Genesi di un’icona: dal treno giapponese a Molsheim
Per comprendere la F.K.P. Hommage è necessario ripercorrere la storia tecnica del motore che ne costituisce il cuore. La narrazione ufficiale situa l’origine del progetto non in Francia, ma su un treno ad alta velocità in Giappone. Fu lì che Ferdinand Karl Piëch, allora Presidente del Gruppo Volkswagen, abbozzò su una busta la configurazione del motore W16.
Piëch aveva già dimostrato la validità dell’architettura “VR” con i motori compatti VR6 (che trasformarono la Golf) e successivamente con i W8 e W12 destinati a Passat e Bentley. Il W16 quadriturbo rappresentava l’evoluzione finale di questa filosofia: un capolavoro di “packaging” ingegneristico capace di condensare 16 cilindri in una configurazione sfalsata larga e corta. Con una lunghezza di soli 645 millimetri, il propulsore permise agli ingegneri di mantenere il passo della Veyron estremamente compatto (2.700 mm), garantendo una distribuzione dei pesi ottimale e un comportamento dinamico equilibrato, pur con una potenza di 1.001 CV e una velocità superiore ai 400 km/h.
Evoluzione meccanica: il vertice della piattaforma W16
Sebbene l’estetica richiami la Veyron, la F.K.P. Hommage è costruita sulla più recente e avanzata evoluzione della piattaforma Bugatti. Il propulsore installato è l’unità da 1.600 CV introdotta con la Chiron Super Sport, la stessa specifica tecnica che ha permesso al marchio di superare la barriera delle 300 miglia orarie.
Le modifiche tecniche rispetto alla Veyron originale sono sostanziali:
- Sovralimentazione: utilizzo di quattro turbocompressori di dimensioni maggiori.
- Gestione termica: intercooler potenziati e sistemi di raffreddamento riprogettati per gestire l’incremento di potenza.
- Trasmissione: una scatola del cambio rinforzata per sopportare i picchi di coppia del motore aggiornato.
L’adozione di pneumatici Michelin di ultima generazione, montati su cerchi da 20 pollici all’anteriore e 21 al posteriore, contribuisce a modernizzare la dinamica del veicolo rispetto al modello di due decenni fa.
Design e materiali: reinterpretare lo stile Bauhaus
Il design della Veyron originale, firmato nel 1999 da Jozef Kabaň sotto la direzione di Hartmut Warkuß, si distinse per un approccio filosofico opposto alle tendenze dell’epoca. Mentre molte supercar adottavano la forma a cuneo aggressiva popolarizzata da Gandini, la Veyron proponeva linee reclinate, nobili e influenzate dalla scuola Bauhaus.
La F.K.P. Hommage mantiene questa postura “rilassata” e la linea di cintura discendente, ma affina ogni superficie. La griglia a ferro di cavallo non è più un elemento bidimensionale, ma una struttura tridimensionale ricavata dal pieno in alluminio che fluisce organicamente nella carrozzeria. Anche le prese d’aria sono state ampliate per nutrire il motore più potente, pur mantenendo i condotti caratteristici posizionati dietro la testa degli occupanti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla verniciatura, che sfrutta tecnologie inesistenti vent’anni fa. La livrea rossa è ottenuta tramite una stratificazione complessa: una base argento alluminio ricoperta da uno strato trasparente rosso, che conferisce profondità visiva. Il contrasto è affidato alla fibra di carbonio a vista, trattata con un pigmento nero al 10% integrato nel trasparente per arricchire la percezione tattile e visiva del materiale.
Interni su misura e integrazione orologiera
L’abitacolo segna un distacco netto dagli attuali modelli di produzione come Chiron o Mistral, recuperando elementi stilistici della Veyron, come il volante circolare in stile Bauhaus. La console centrale e la copertura del tunnel sono pezzi unici lavorati da blocchi solidi di alluminio. Per i rivestimenti, Bugatti ha optato per tessuti “Custom Car Couture” realizzati a Parigi, evolvendo il concetto di lusso oltre la tradizionale pelle.
L’elemento più distintivo degli interni è l’integrazione, richiesta specificamente dal cliente, di un orologio Audemars Piguet Royal Oak Tourbillon. Il segnatempo da 41 mm è incastonato nella plancia su un’isola rifinita con la tecnica del bouchonnage (lucidatura a motore), un richiamo alle testate degli 8 cilindri in linea di Ettore Bugatti.
La soluzione ingegneristica per la ricarica dell’orologio è inedita: il meccanismo non è collegato all’impianto elettrico dell’auto, ma è montato su una gondola che ruota su un asse diagonale. Sfruttando il movimento fisico della vettura durante la guida, il sistema ricarica automaticamente il calibro dell’orologio.
Il Programme Solitaire e il debutto a Parigi
La F.K.P. Hommage è la seconda creazione del Programme Solitaire, l’iniziativa di Bugatti dedicata alla produzione di un massimo di due esemplari unici (one-off) all’anno. Questo programma, che segue il lancio del modello “Brouillard”, permette una totale reinterpretazione di carrozzeria e interni basata sulle storie del patrimonio del marchio.
La vettura sarà presentata fisicamente al pubblico in occasione del salone Rétromobile di Parigi, presso l’Ultimate Supercar Garage, dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026.



