Una data precisa segna l’orizzonte della transizione tecnologica per il comparto sportivo bavarese. Con un annuncio diramato oggi, 14 gennaio 2026, la divisione BMW M ha ufficializzato i dettagli tecnici della sua prossima generazione di vetture ad alte prestazioni. Abbandonando progressivamente la combustione tradizionale per i modelli di punta, il marchio introdurrà a partire dal 2027 una piattaforma completamente elettrica basata su un’architettura a quattro motori indipendenti, promettendo di mantenere intatto il DNA sportivo che caratterizza la sigla M.
Franciscus van Meel, Managing Director di BMW M GmbH, ha definito questo passaggio come l’inizio di una nuova era, sottolineando come la tecnologia della Neue Klasse sarà la base per elevare la dinamica di guida a livelli inediti, garantendo l’utilizzo sia in pista che nella vita quotidiana.

Un sistema propulsivo inedito a quattro unità
Il cuore della rivoluzione tecnica risiede nel nuovo sistema BMW M eDrive. A differenza delle configurazioni elettriche tradizionali, che spesso utilizzano uno o due motori, i futuri modelli M adotteranno uno schema a quattro motori elettrici, uno per ciascuna ruota. Questa configurazione permette una gestione della potenza e della coppia estremamente granulare.
Le due unità di trazione (una per asse) integrano i motori disposti in parallelo, i riduttori, gli inverter e il sistema di raffreddamento in moduli compatti ad alta densità di potenza. Il controllo centralizzato, denominato BMW M Dynamic Performance Control, gestisce l’erogazione di ogni singola ruota in millisecondi. Secondo i tecnici di Monaco, questo sistema offre vantaggi tangibili:
- Trazione integrale variabile: Il sistema combina la stabilità dell’AWD con l’agilità della trazione posteriore.
- Disaccoppiamento dell’asse anteriore: Per massimizzare l’efficienza nei lunghi viaggi o per restituire il feeling purista della trazione posteriore, l’asse anteriore può essere escluso dinamicamente.
- Recupero energetico: La gestione indipendente permette di recuperare energia in frenata anche in situazioni limite di stabilità.
Per non perdere il legame emotivo con la guida tradizionale, BMW M ha confermato l’introduzione di cambiate simulatee di un panorama sonoro artificiale specifico, studiati per fornire feedback sensoriali al pilota durante l’accelerazione e la frenata.
Il cervello elettronico “Heart of Joy”
L’architettura hardware è supportata da una profonda revisione dell’elettronica. La piattaforma Neue Klasse introduce il concetto di “Superbrain”: quattro computer ad alte prestazioni che centralizzano funzioni precedentemente gestite da centraline separate.
Il computer dedicato alla dinamica di guida, soprannominato internamente Heart of Joy, elabora simultaneamente i dati relativi alla trazione, al telaio e ai sistemi di sicurezza. La maggiore potenza di calcolo consente uno scambio dati più rapido, traducendosi in una risposta ai comandi del pilota più immediata rispetto agli standard attuali. Inoltre, l’architettura è predisposta per aggiornamenti over-the-air (OTA) rapidi, permettendo l’evoluzione del software di gestione nel corso del ciclo vita del veicolo.
Batteria strutturale da oltre 100 kWh
L’approvvigionamento energetico è affidato a una batteria ad alto voltaggio di sesta generazione (Gen6), sviluppata con un approccio definito “Design to Power”. Il pacco batterie avrà una capacità utilizzabile superiore ai 100 kWh e utilizzerà celle cilindriche ottimizzate non solo per l’autonomia, ma soprattutto per l’erogazione di picchi di potenza ripetuti (necessari per l’uso in pista) e per la dissipazione del calore.
Un aspetto tecnico rilevante è l’integrazione strutturale: l’alloggiamento della batteria diventa parte integrante del telaio, collegandosi direttamente agli assi e incrementando la rigidità torsionale complessiva della vettura. Il sistema elettrico a 800 Volt garantirà tempi di ricarica ridotti, elemento essenziale per la fruibilità quotidiana di vetture ad alte prestazioni.
Materiali sostenibili derivati dal motorsport
Oltre alla propulsione, l’innovazione tocca anche i materiali costruttivi. Per compensare il peso delle batterie, BMW M introdurrà componenti realizzati in fibre naturali. Questa tecnologia, sperimentata dal marchio nelle competizioni a partire dal 2019, offre proprietà meccaniche simili alla fibra di carbonio ma con un impatto ambientale ridotto.
L’utilizzo di questi compositi naturali permetterà, secondo i dati forniti dal costruttore, una riduzione delle emissioni di CO2 di circa il 40% nella fase di produzione dei componenti stessi, allineando le prestazioni pure con gli obiettivi di sostenibilità del gruppo.
La sfida per il 2027 è dunque lanciata: trasferire l’esperienza della “Ultimate Driving Machine” nell’era elettrica, puntando su un controllo digitale della trazione talmente avanzato da superare i limiti fisici delle attuali trasmissioni meccaniche.

