Guidare nel traffico olandese è un’esperienza che mette a dura prova i riflessi di chiunque, tra biciclette che spuntano da ogni angolo, pedoni e strettissimi canali a filo d’asfalto. Eppure, per questa avventura ho deciso di non guidare affatto. O meglio, di lasciare il volante a un’intelligenza artificiale. Sono volato nei Paesi Bassi per mettere alla prova in anteprima assoluta il Tesla FSD Supervised a bordo di una Model Y, sfruttando la prima autorizzazione ufficiale concessa in Europa per questo tipo di tecnologia su strade pubbliche.
L’intelligenza artificiale alla prova tra incroci, ciclisti e imprevisti
Il sistema di guida autonoma di Tesla si distacca nettamente dalla concorrenza grazie al suo approccio Vision-Only. Niente sensori LiDAR o radar, ma un ecosistema composto da otto telecamere ad alta risoluzione che lavorano in perfetta sinergia con un computer di bordo estremamente potente. L’obiettivo? Replicare in tutto e per tutto il comportamento umano, affidandosi alla “vista” e all’elaborazione dei dati raccolti da milioni di veicoli in tutto il mondo.
Messa alla prova nel caos ordinato di Amsterdam e nelle campagne limitrofe, la vettura ha sorpreso per la sua naturalezza. L’FSD non si limita a seguire ciecamente le linee della carreggiata, ma interpreta l’ambiente circostante. Ha ceduto la precedenza con estrema delicatezza a ciclisti e pedoni, ha calcolato al millimetro gli spazi durante gli incroci con altre vetture in strade strettissime e ha saputo adattare dinamicamente la velocità alle reali condizioni di pericolo, ignorando intelligentemente limiti teorici quando la situazione richiedeva maggiore prudenza.
Occhi sempre sulla strada: come funziona il sistema di supervisione
Nonostante le capacità sbalorditive, il termine “Supervised” non è messo a caso. Il conducente deve rimanere sempre vigile e pronto a intervenire. Tesla ha implementato un sistema di monitoraggio inflessibile: una telecamera interna scruta costantemente il volto e gli occhi di chi siede al posto di guida.
Se vi distraete per guardare il paesaggio o togliete le mani dalla prossimità del volante per troppo tempo, la vettura inizia a richiamarvi. Ignorare questi avvisi porta a quella che gergalmente chiamiamo “purga”: il sistema FSD si disattiva istantaneamente e non può essere riattivato fino al parcheggio successivo. Una rigidità che può sembrare fastidiosa, ma che è alla base della promessa di Tesla di ridurre gli incidenti stradali per disattenzione fino a sette volte.
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L’esperienza di farsi scarrozzare per oltre due ore senza toccare i pedali, gestendo lo stress del traffico con una tranquillità mai provata prima, cambia radicalmente la prospettiva su come ci sposteremo nei prossimi anni. Questo breve riassunto è solo la punta dell’iceberg di un test drive lungo e complesso.
Per scoprire tutti i retroscena tecnologici, il comportamento esatto dell’auto in situazioni limite, i costi dell’abbonamento e le mie considerazioni finali sul futuro di questo software in Italia, vi rimando all’analisi dettagliata che ho appena pubblicato sul blog principale: [Inserire qui il link all’articolo principale].
Se invece volete salire a bordo con me, vivere in prima persona le strade olandesi e vedere le reazioni immediate della Model Y nel traffico reale, non vi resta che guardare il vlog completo del viaggio su YouTube. Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate e se vi fidereste a lasciare il volante al computer!
P.S. Questa non è in realtà che ci mettiamo “al volante” di una Tesla sotto FSD in Europa, perché non molto tempo fa l’avevamo provata in Italia, solo che allora eravamo sul sedile del passeggero perché erano test sotto controllo del personale Tesla e non guida davvero libera come adesso.