Mercedes GLE, GLE Coupé e GLE 53 AMG: la rivoluzione software MB.OS e un super SUV ibrido da 585 CV

Mercedes GLE, GLE Coupé e GLE 53 AMG: la rivoluzione software MB.OS e un super SUV ibrido da 585 CV

In questo articolo

Un aggiornamento di metà carriera, nel mondo dell’automobile, si traduce solitamente in qualche ritocco estetico ai paraurti, una nuova firma luminosa e aggiornamenti minori all’infotainment. Con la nuova Mercedes-Benz GLE e GLE Coupé, tuttavia, la casa di Stoccarda ha scelto una strada diametralmente opposta, portando al debutto ben 3.000 componenti nuove o profondamente modificate. Un numero impressionante che va ben oltre il concetto di restyling, nascondendo sotto la carrozzeria un’evoluzione tecnologica e meccanica radicale, capace di ridefinire gli standard del segmento dei SUV premium in un’epoca dominata da normative stringenti e sfide software globali.

Il design si evolve, ma la vera rivoluzione è nel cuore elettronico MB.OS

All’esterno, il nuovo linguaggio stilistico si fa notare immediatamente per una presenza su strada più incisiva. Il frontale è dominato da una griglia ampliata con cornice cromata e contorni illuminati, al centro della quale spicca la stella Mercedes, anch’essa illuminata. I gruppi ottici anteriori introducono una nuova firma visiva caratterizzata da due motivi a stella orizzontali, un dettaglio ripreso in chiave tridimensionale anche nei fari posteriori. A fare la differenza di notte è la tecnologia DIGITAL LIGHT di ultima generazione con tecnologia micro-LED, capace di offrire un campo di illuminazione più ampio del 40%, consumando il 50% di energia in meno e integrando un abbagliante ULTRA RANGE che copre fino a 600 metri di distanza.

Eppure, per quanto questi dettagli facciano indubbiamente scena, la vera rivoluzione si trova sottopelle e si chiama MB.OS (Mercedes-Benz Operating System). Non stiamo parlando semplicemente di schermi più grandi e definiti, ma di un cambio totale dell’architettura elettronica e software della vettura. Questo supercomputer, connesso alla Mercedes-Benz Intelligent Cloud e dotato di intelligenza artificiale, centralizza la gestione di ogni aspetto dell’auto, dal comfort all’assistenza alla guida. Grazie agli aggiornamenti over-the-air (OTA), la vettura è in grado di evolversi nel tempo. In un mercato, come quello del 2026, in cui la concorrenza tecnologica asiatica è feroce, trasformare un SUV di lusso in un ecosistema software-centrico è un passaggio fondamentale per mantenere la leadership.

L’abitacolo tra MBUX Superscreen e un comfort di marcia predittivo

Entrando nell’abitacolo, l’impatto visivo è dominato dall’MBUX Superscreen offerto di serie, che raggruppa tre display da 12,3 pollici (incluso quello per il passeggero anteriore) sotto un’unica superficie di vetro. Tra le novità più apprezzabili nell’uso quotidiano c’è l’integrazione della tecnologia Google Maps all’interno dell’interfaccia proprietaria, un aggiornamento che risolve definitivamente le frustrazioni legate ai sistemi di navigazione nativi del passato. A questo si aggiungono l’assistente virtuale evoluto, capace di dialoghi complessi tramite avatar espressivi, e l’Head-up display con realtà aumentata.

Tuttavia, è sul fronte della dinamica di guida che Mercedes ha alzato l’asticella in modo sorprendente. La nuova GLE introduce un sistema di controllo degli ammortizzatori basato sul cloud, integrato con le sospensioni pneumatiche AIRMATIC. Sfruttando la tecnologia Car-to-X, la vettura riceve informazioni in tempo reale dalle altre auto connesse e regola elettronicamente lo smorzamento ancor prima di colpire un ostacolo, come un dosso o una buca.

Se a questo si aggiunge l’opzionale E-ACTIVE BODY CONTROL a 48 Volt, ci troviamo di fronte a un capolavoro di ingegneria telaistica: gestito da cinque processori multicore e oltre 20 sensori che leggono la strada 1.000 volte al secondo, il sistema controlla individualmente molle e ammortizzatori su ogni ruota. Il risultato pratico è che un SUV da oltre due tonnellate smette di comportarsi come una barca, azzerando rollio, beccheggio e trasferimenti di carico, offrendo la stabilità di una sportiva o il comfort di un’ammiraglia a seconda del programma di guida selezionato.

A completare l’esperienza a bordo contribuiscono il tetto panoramico scorrevole (ora di serie e con oltre un metro quadrato di superficie), il sistema di purificazione ENERGIZING AIR CONTROL con filtro elettrico per le polveri sottili PM2.5, i tergicristalli MAGIC VISION CONTROL e un impianto audio Burmester 3D surround con Dolby Atmos potenziato a 710 watt.

Motori termici, ibridi e il trionfo dell’ingegneria sulle normative Euro 7

Il capitolo propulsori dimostra come le normative stringenti, come l’Euro 7, non uccidano necessariamente la passione per i motori, ma possano anzi spingere i costruttori verso vette di efficienza inedite. Tutta la gamma è ora elettrificata e vanta miglioramenti sostanziali nell’insonorizzazione (NVH) grazie a nuovi materiali fonoassorbenti nel tunnel e nella paratia motore.

Particolarmente interessante è la GLE 450e 4MATIC plug-in hybrid. Basata sul rinnovato 6 cilindri in linea a benzina, offre 55 kW in più rispetto al passato, ma il dato che cambia davvero le regole del gioco è l’autonomia elettrica: 106 chilometri nel ciclo WLTP. Un valore del genere sposta questa vettura fuori dalla logica delle ibride acquistate solo per agevolazioni fiscali, rendendola un veicolo elettrico a tutti gli effetti nel commuting quotidiano, supportata peraltro da un menu di gestione della ricarica semplificato e derivato dai modelli EQ.

Sul fronte del gasolio, Mercedes continua coraggiosamente a investire. I sei cilindri diesel della GLE 350d e 450dintroducono per la prima volta un catalizzatore riscaldato elettricamente, che porta e mantiene l’impianto di scarico alla temperatura ottimale in ogni condizione, abbattendo consumi e problematiche legate all’uso a freddo. Con monoblocco in alluminio, rivestimenti Nanoslide e pistoni in acciaio, questi motori rappresentano lo stato dell’arte dell’efficienza termica.

Anche i puristi del benzina trovano pane per i loro denti. La GLE 450 4MATIC (sei cilindri) guadagna un 12% di coppia arrivando a 560 Nm, grazie a una nuova testata, camme riviste e un compressore elettrico ausiliario più potente, migliorando enormemente la prontezza ai carichi parziali. E per chi non vuole rinunciare al frazionamento nobile, resiste in gamma la GLE 580 4MATIC con motore V8, capace ora di 395 kW e 750 Nm di coppia, dotato di un nuovo albero motore flat-plane. Il fatto che un V8 del genere esista e venga sviluppato nel 2026 è una notizia a sé stante.

Tutti i motori termici sono supportati da un sistema ISG a 48 Volt (Integrated Starter Generator) di seconda generazione, che rende funzioni come il veleggiamento, lo start and stop e il boost di potenza incredibilmente fluidi e impercettibili.

Da segnalare anche la capacità di traino, che arriva fino a 3.5 tonnellate, supportata dall’assistente di stabilizzazione del rimorchio ESP e dalle logiche del nuovo MB.DRIVE PARKING ASSIST, ora il 60% più veloce nelle manovre e dotato della funzione di retromarcia automatica per ripercorrere a ritroso percorsi complessi.

La dinamica della versione Coupé e il pacchetto AMG Line

La variante GLE Coupé non si limita a offrire una linea del tetto più spiovente e una silhouette atletica. Rispetto al SUV tradizionale, il passo è stato accorciato di 60 millimetri e la scatola dello sterzo vanta una demoltiplicazione più diretta. Queste differenze geometriche, unite alla taratura più rigida delle sospensioni e alla presenza di serie del pacchetto estetico e interno AMG Line (con volante sportivo e sedili profilati), conferiscono alla Coupé una guidabilità nettamente più reattiva e orientata al dinamismo, sottolineando come le forme esterne trovino un reale riscontro nel comportamento stradale.

Mercedes-AMG GLE 53: prestazioni ibride senza compromessi

Per chi cerca le prestazioni assolute, la divisione di Affalterbach ha messo pesantemente mano alla famiglia AMG GLE 53, declinata sia in versione mild hybrid a 48V che, vera stella della gamma, in versione Plug-in Hybrid.

Il motore endotermico è il noto 3.0 litri sei cilindri in linea M256 EVO, aggiornato con nuova testata, aspirazione maggiorata e un turbocompressore ottimizzato a 1,5 bar. Sulla versione GLE 53 4MATIC+ (mild hybrid), il compressore elettrico ausiliario passa da 5 a 7,5 kW, abbattendo ulteriormente il turbo lag, mentre l’ISG fornisce 17 kW e 205 Nm aggiuntivi. Il risultato sono 449 CV e uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,9 secondi.

Ma è la GLE 53 HYBRID 4MATIC+ a sorprendere maggiormente. Abbinando il sei cilindri a un motore elettrico da 135 kW, il sistema sprigiona una potenza combinata di 430 kW (585 CV) e ben 750 Nm di coppia. Numeri che permettono di bruciare lo 0-100 km/h in 4,5 secondi. Lungi dall’essere solo un SUV appesantito dalle batterie, questa AMG sfrutta un’autonomia elettrica di circa 90 km (ricaricabile anche in corrente continua a 60 kW) e un telaio specifico con sospensioni AMG RIDE CONTROL+ e barre antirollio a controllo elettronico, garantendo la dinamica e la precisione chirurgica che ci si aspetta dal marchio, ma con una fruibilità quotidiana inedita.

L’approccio di Mercedes-Benz con questa nuova famiglia GLE dimostra che la transizione ecologica e le normative stringenti, se affrontate con enormi investimenti in ricerca e sviluppo, non castrano il settore automobilistico europeo. Al contrario, spingono verso la creazione di veicoli dinamicamente impeccabili, efficienti e tecnologicamente all’avanguardia. Se ci fossimo accontentati dello status quo, probabilmente guideremmo ancora motori pigri e assetti approssimativi.

 

E voi, cosa ne pensate della direzione intrapresa con la nuova famiglia GLE, della rivoluzione software di MB.OS e della scelta di puntare forte sia sui propulsori ibridi ad alte prestazioni che sul diesel di ultima generazione? Fateci sapere la vostra opinione.

 

In questo articolo

Altri Tech Drive