Nuova Renault Twingo: prima prova su strada dell’elettrica sotto i 20.000€

Nuova Renault Twingo: prima prova su strada dell’elettrica sotto i 20.000€

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Sulle tortuose strade che portano alle calette di Ibiza c’è un’energia nuova, e non è solo merito del panorama. Il piano strategico “Renolution” guidato da Luca de Meo continua a sfornare modelli capaci di unire sapientemente la nostalgia del passato con le esigenze della mobilità moderna. Oggi ci mettiamo al volante della nuova Renault Twingo elettrica, una vettura che avevamo già ammirato staticamente ma che finalmente possiamo testare su strada. L’obiettivo? Scoprire se questa piccola del segmento A, che promette di arrivare sul mercato a un prezzo di partenza inferiore ai 20.000 euro, è davvero la rivoluzione cittadina che tutti aspettano.

Design accattivante e richiami storici azzeccati

Il primo impatto visivo è innegabile: la nuova Twingo è un oggetto di design incredibilmente riuscito. Il richiamo alla storica prima generazione è palesissimo, ma reinterpretato con una freschezza che la rende una delle vetture più simpatiche e accattivanti che vedrete in circolazione. Che sia rossa, verde, gialla o in altre tinte vivaci, la carrozzeria sprizza personalità da tutti i pori.

Re-immaginare un’icona del passato in chiave moderna è un’operazione rischiosa, ma i designer francesi hanno dimostrato di saper cogliere perfettamente nel segno, regalandoci una city car che fa sorridere fin dal primo sguardo.

Abitabilità e soluzioni intelligenti per gli interni

Nonostante le dimensioni ultra-compatte, con una lunghezza di soli 3,79 metri, lo spazio a bordo è stato gestito in maniera magistrale grazie alla flessibilità della piattaforma Ampere rivista per l’occasione. Svincolando la parte centrale del telaio dagli ingombri tipici dei motori endotermici, si è ricavato tantissimo spazio utile per gli occupanti e per i vani portaoggetti.

Il vero colpo di genio, pensato forse anche per assecondare le esigenze delle famiglie europee, è la panchetta posteriore scorrevole. I due sedili posteriori sono montati su slitte e possono traslare avanti e indietro in modo indipendente: una soluzione furba che permette di modulare lo spazio a piacimento. Se portati tutti in avanti, si ottiene un bagagliaio sorprendentemente capiente, in grado di ospitare senza problemi i bagagli di due o tre persone, mantenendo comunque un’abitabilità più che dignitosa per chi siede dietro.

A vivacizzare l’abitacolo ci pensano poi gli inserti in tinta con la carrozzeria, che donano colore e allegria all’ambiente.

I compromessi necessari per abbassare il prezzo

Arrivare sul mercato a meno di 20.000 euro richiede ovviamente delle rinunce mirate. Renault ha operato delle scelte razionali per contenere i costi di produzione, che si traducono in alcuni dettagli visibili e invisibili.

Nella zona posteriore dell’abitacolo troviamo pannelli stampati completamente in plastica rigida e i finestrini posteriori adottano un’apertura a compasso. Anche dal punto di vista tecnico ci sono delle differenze rispetto all’architettura Ampere standard: se ci si abbassa sotto la vettura, si nota l’assenza di sospensioni multilink in favore di un più economico e compatto ponte torcente. Questa soluzione, oltre a ridurre i costi, ha il vantaggio di rubare meno spazio, favorendo proprio quell’abitabilità posteriore che abbiamo tanto elogiato.

Infotainment all’avanguardia ma troppa confusione sul volante

Un grandissimo punto a favore degli interni è il sistema infotelematico. Basato su Android Automotive, rappresenta una vera rivoluzione per la categoria. Integrando nativamente i servizi di Google, offre un’esperienza utente fluida e completa senza la stretta necessità di collegare lo smartphone tramite CarPlay o Android Auto. Un plauso va anche alla scelta di mantenere i comandi fisici del climatizzatore (in questo caso automatico opzionale), gestibile tramite pratici rotori manuali intuitivi e rapidi da usare senza distogliere lo sguardo dalla strada.

Dove invece la Twingo perde qualche punto è nell’ergonomia del piantone dello sterzo. Sebbene il volante sia multifunzione e dotato di paddle per la regolazione della frenata rigenerativa, dietro di esso si nasconde un vero e proprio affollamento di satelliti: uno per il selettore del cambio, uno per l’attivazione dei tergicristalli e un altro dedicato ai controlli multimediali storici di Renault. Su una city car pensata per la massima semplicità, questa ridondanza di leve rischia di risultare anacronistica e macchinosa, specialmente se paragonata all’essenzialità estrema di altre vetture elettriche nate da zero.

Al volante: agilità sorprendente e dinamica cittadina

Messa alla prova sui dossi e sulle strade impervie di Ibiza, la Twingo ha superato brillantemente il test delle sospensioni. Il setup è chiaramente votato al comfort cittadino, assorbendo bene le asperità senza scomporsi.

Ma come si guida? La risposta è: sorprendentemente bene. Il corpo vettura è leggero e l’accoppiata motore-batteria restituisce una spinta incredibilmente adeguata. A spingere l’auto c’è un motore elettrico anteriore da 60 kW con 175 Nm di coppia. Sebbene lo scatto da 0 a 100 km/h venga coperto in circa 12 secondi, nella guida di tutti i giorni questo dato passa in secondo piano. L’erogazione istantanea della coppia la rende scattantissima agli incroci, permettendo di divincolarsi dal traffico con una facilità estrema.

È il trionfo della semplicità d’uso: lo sterzo è veloce, comunicativo e tutt’altro che “morto”, mentre la taratura dei pedali è dolce e prevedibile. Guidare questa Twingo è un’esperienza infinitamente superiore rispetto a qualsiasi utilitaria endotermica di pari dimensioni, grazie all’assenza totale di vibrazioni e a una fluidità di marcia impareggiabile.

La consapevolezza spaziale è un altro grande punto di forza. Grazie a una linea di cintura incredibilmente bassa e agli sbalzi ridotti all’osso sia all’anteriore che al posteriore, si ha sempre l’esatta percezione di dove finisca il perimetro dell’auto, rendendo le manovre un gioco da ragazzi. Ottima anche la presenza di un pannello alla sinistra del volante con tasti fisici fondamentali, tra cui la modalità Eco e un comodissimo “tasto magico” per disattivare rapidamente gli avvisi acustici degli ADAS.

Batteria, autonomia e l’incognita delle basse temperature

Sotto il pianale trova posto una batteria con chimica LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 27 kWh di capacità. Questa scelta tecnica è perfetta per una vettura destinata a durare nel tempo: le batterie LFP degradano molto meno nel corso degli anni e sopportano meglio le ricariche frequenti fino al 100%.

Durante il nostro test a velocità prevalentemente ridotte, l’auto ha mostrato a piena carica 262 km di autonomia stimata, con una curva di scarica regolare e costante. I dati ufficiali dichiarano circa 260 km, e per un utilizzo prettamente urbano sono più che sufficienti.

Tuttavia, c’è una nota di demerito che merita attenzione: l’assenza della pompa di calore per la climatizzazione. Se nelle calde giornate di Ibiza l’auto si è comportata egregiamente, sorge il dubbio su come questa mancanza influirà sull’efficienza e sull’autonomia reale durante i rigidi mesi invernali.

Capitolo ricarica: la Twingo accetta corrente alternata (AC) fino a 11 kW, mentre la ricarica rapida in corrente continua (DC) fino a 50 kW sarà offerta come optional. Considerando la vocazione strettamente cittadina dell’auto (la cui velocità massima è limitata a 130 km/h) e l’inadeguatezza per i lunghi viaggi autostradali, il caricatore in DC potrebbe rivelarsi un extra superfluo per molti acquirenti.

Conclusioni: la seconda auto perfetta?

In attesa di scoprire il listino ufficiale (che dovrebbe aggirarsi sui 19.000 euro e rotti), la nuova Renault Twingo si posiziona come una delle proposte più intelligenti e a fuoco del mercato.

È l’archetipo della city car moderna o della seconda auto di famiglia ideale: simpatica, ben realizzata, economica nella manutenzione a lungo termine e divertente da guidare. Offre uno spazio impensabile per le sue dimensioni e dimostra che è ancora possibile produrre automobili compatte di segmento A che abbiano senso sia dal punto di vista ingegneristico che commerciale. Se state cercando una vettura onesta, efficiente e con un “effetto simpatia” irresistibile, la nuova Twingo merita decisamente di finire in cima alla vostra lista.

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