Osservando il listino Renault, ci si potrebbe trovare di fronte a un dilemma interessante. Oggi analizziamo due vetture di segmento C che, a un primo sguardo distratto, potrebbero sembrare sovrapponibili per dimensioni e tipologia, ma che nella realtà dei fatti svelano caratteri e posizionamenti molto distanti. Parliamo della nuova Renault Symbioz e della Renault Austral.
Se da un lato abbiamo una vettura che punta sulla concretezza e sull’ottimizzazione degli spazi derivata da una base collaudata, dall’altro troviamo un progetto che spinge l’asticella verso un segmento quasi premium per tecnologia e dinamica di guida. Scopriamo insieme cosa le distingue analizzando esterni, interni, motorizzazioni e prezzi.
Il design: l’eredità di Captur contro il nuovo corso stilistico
Partiamo dalla “sorellina” minore, la Symbioz. Si tratta di una novità assoluta che si posiziona come la sorella maggiore della Captur. Il legame di parentela è evidente nel frontale: ritroviamo il family feeling del paraurti anteriore, il nuovo logo e la firma luminosa con la mezza losanga dedicata ai fari diurni.
La vera differenza strutturale risiede nella lunghezza: la Symbioz misura 4,41 metri, circa venti centimetri in più rispetto alla Captur, pur mantenendo lo stesso passo di 2,63 metri. Tutto il guadagno dimensionale si gioca sugli sbalzi, in particolare quello posteriore. Il design di coda sfoggia una fanaleria Full LED distintiva.
Passando alla Austral, l’impatto estetico cambia registro e abbraccia il linguaggio stilistico inaugurato con la Rafale. Il frontale è imponente, caratterizzato da fari Matrix LED e una calandra con losanghe in rilievo 3D. Rispetto alla Symbioz, la Austral è più lunga di 10 centimetri e, dato fondamentale, ha un passo maggiore di 3 centimetri. Anche qui troviamo una firma luminosa posteriore elaborata, che nella nuova generazione diventa trasparente.
Spazio a bordo e capacità di carico
Il bagagliaio è spesso l’ago della bilancia per chi acquista queste vetture. Sulla Symbioz, la capacità di carico è modulabile grazie alla panca posteriore scorrevole: si parte da 492 litri, che possono diventare quasi 700 litri facendo scorrere in avanti i sedili, fino a raggiungere circa 1.700 litri abbattendo gli schienali.
L’abitabilità posteriore della Symbioz è buona, con una seduta rialzata. Tuttavia, per passeggeri alti 1,90 metri, lo spazio per la testa è al limite (“si sfiora”), mentre quello per le gambe risulta adeguato. Non mancano attenzioni come due prese USB-C, una presa 12V e le bocchette d’areazione, dotazione non scontata su questa fascia.
Salendo sulla Austral, la percezione dello spazio cambia. Grazie al passo allungato e a una piattaforma diversa, l’abitabilità è superiore. Anche qui il divano è scorrevole, offrendo un volume di carico che varia da un minimo di 527 litri a 650 litri con sedili avanzati, fino a un massimo di 1.637 litri. La sensazione di ariosità è amplificata dalla possibilità di avere il tetto apribile.
Interni e tecnologia: pragmatismo vs ambizione premium
L’ambiente interno definisce la vera distanza tra le due auto. Sulla Symbioz, la plancia è ripresa dalla Captur e dalla precedente generazione di Clio. I materiali sono misti: plastiche rigide si alternano a zone più morbide dove si appoggia il gomito. La tecnologia è affidata al sistema Android Automotive con Google Maps integrato, gestito tramite uno schermo verticale e un quadro strumenti orizzontale da 10 pollici.
Sulla Austral, la musica cambia sostanzialmente. Si percepisce di essere su una piattaforma più “adulta”. I materiali sono più pregiati, con inserti in Alcantara e superfici morbide (anche se manca un po’ di floccatura nelle tasche delle portiere). Il layout della plancia è quello del nuovo corso Renault, con comandi fisici per il clima e un tunnel centrale molto curato, dotato di un poggiamano scorrevole per la ricarica wireless che nasconde ampi vani portaoggetti.
Una nota ergonomica sulla Austral riguarda il piantone dello sterzo: la scelta di raggruppare leva del cambio, tergicristalli e il classico satellite dell’infotainment tutto sulla destra può risultare affollata e poco funzionale nell’uso quotidiano.
Meccanica e motori: due filosofie ibride
Sotto il cofano, le differenze sono tecniche e profonde. La Symbioz monta il powertrain E-Tech Full Hybrid da 145 CV(ora aggiornato a 160 CV combinati), composto da un nuovo motore termico 1.8 aspirato (che sostituisce il precedente 1.6) da circa 94 CV, abbinato a un motore elettrico da 36 kW e al cambio multimode. La batteria è da 1,2 kWh. Esiste anche una versione 1.3 Turbo Mild Hybrid con cambio doppia frizione a 7 rapporti, ideale per chi fa meno chilometri e vuole risparmiare all’acquisto.
La Austral alza il tiro con un propulsore 1.2 Turbo benzina a tre cilindri. Nel sistema Full Hybrid, questo motore eroga 130 CV che, uniti ai 70 CV dell’elettrico, portano la potenza combinata a 200 CV. La batteria qui è più capiente (2 kWh). Questa unità offre uno spunto maggiore ed è stata migliorata nell’insonorizzazione rispetto al pre-restyling, rendendo il tre cilindri meno invasivo all’orecchio. Anche per Austral è disponibile il Mild Hybrid 1.3 Turbo da 160 CV, ma abbinato a un cambio a variazione continua (CVT).
Impressioni di guida: efficienza o dinamica?
Al volante, la Symbioz si rivela un’auto estremamente fluida, specialmente in città. Il sistema ibrido è ben amalgamato e permette consumi record, arrivando a sfiorare i 30 km con un litro in ambito urbano. In autostrada, quando il motore termico spinge, la voce del 1.8 si fa sentire, ma il comfort generale resta buono. La guida è assistita da ADAS completi (Cruise Control Adattivo, Lane Assist), facili da disattivare tramite scorciatoie rapide se risultano invasivi.
La Austral offre un’esperienza di guida superiore grazie a una “magia” tecnica: il sistema 4Control. Le quattro ruote sterzanti trasformano il comportamento dell’auto:
- Sotto i 50 km/h: le ruote posteriori sterzano in controfase, garantendo un raggio di sterzata incredibile (agile come una citycar in manovra).
- Sopra i 50 km/h: sterzano in fase per aumentare la stabilità nelle curve veloci.
Il motore da 200 CV della Austral è più scattante, anche se il cambio multimode risulta talvolta meno fluido rispetto alla taratura della Symbioz. Tuttavia, la piattaforma più raffinata garantisce un migliore smorzamento delle asperità e un comfort da segmento superiore. Un dettaglio tecnologico interessante della Austral è il sensore di attenzione alla guida che, tramite riconoscimento facciale, imposta automaticamente il profilo del conducente appena si sale a bordo.
Prezzi e conclusioni
Arriviamo al dunque: quanto costano? Le differenze di listino riflettono i contenuti tecnici. La Renault Symbioz parte da 30.550 euro per la versione Mild Hybrid, mentre la Full Hybrid parte da 32.750 euro. La Renault Austral ha un prezzo d’attacco di 35.700 euro (Mild Hybrid), che sale a 38.700 euro per la versione Full Hybrid da 200 CV.
In conclusione, la Symbioz rappresenta la scelta razionale: ottimo rapporto qualità-prezzo, consumi irrisori e grande versatilità. La Austral si rivolge invece a chi cerca un prodotto più maturo, con finiture premium, maggiore potenza e l’esclusività tecnica delle quattro ruote sterzanti.
Voi quale scegliereste? La pragmatica efficienza della Symbioz o la tecnologia avanzata della Austral? Fatecelo sapere nei commenti.