Musk dice addio a Model S e Model X, TESLA al loro posto produrrà il robot OPTIMUS

Musk dice addio a Model S e Model X, TESLA al loro posto produrrà il robot OPTIMUS

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L’era delle pioniere elettriche sta per concludersi definitivamente. Con una mossa che segna un punto di svolta storico per l’industria automobilistica, Elon Musk ha decretato la fine della corsa per le due vetture che hanno costruito il mito del marchio californiano: la Tesla Model S e il SUV Model X.

La conferma ufficiale è arrivata direttamente dal CEO, il quale ha dichiarato senza troppi giri di parole che “è giunto il momento” di ritirare dal mercato questi modelli iconici. La scadenza è fissata per questa estate, momento in cui le linee di assemblaggio sforneranno gli ultimi esemplari prima di spegnersi per sempre. Questa decisione non rappresenta solo un taglio alla gamma, ma una trasformazione radicale dell’identità stessa dell’azienda, che si sposta sempre più dall’essere un costruttore di auto a un colosso dell’intelligenza artificiale.

L’ultimo canto del cigno: gli aggiornamenti del 2025

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno, soprattutto considerando che solo pochi mesi fa vi avevamo raccontato sulle nostre pagine il debutto delle versioni aggiornate per il mercato italiano. In quello che ora appare come il “canto del cigno” di queste due ammiraglie, Tesla aveva aperto gli ordini per il Model Year 2025 con consegne partite lo scorso novembre.

Rileggendo il nostro precedente approfondimento, appare evidente come la casa di Palo Alto abbia voluto offrire un ultimo, raffinato tributo a questi veicoli. Le versioni attualmente in strada, con prezzi di partenza che avevamo segnalato a 109.990 € per la berlina e 114.990 € per il SUV, rappresentano l’apice dello sviluppo di questa piattaforma. Gli ingegneri si erano concentrati sull’isolamento acustico (con nuovi materiali e vetri specifici) e su chicche tecnologiche come la telecamera nel paraurti anteriore per i parcheggi e i fari a matrice adattivi.

Chi ha acquistato o ordinerà uno di questi ultimi modelli si troverà tra le mani la versione più completa e “matura” mai prodotta, dotata di quella ricalibrazione delle sospensioni e quei ritocchi aerodinamici alla versione Plaid – inclusi diffusori in carbonio e splitter dedicati – che avevamo descritto come un tentativo di perfezionare l’esperienza di guida ad alta velocità.

I numeri non mentono: perché lo stop era inevitabile

Sebbene la Model S e la Model X rimangano i vessilli tecnologici del marchio, capaci di erogare oltre 1020 CV nelle mostruose varianti Plaid, la dura realtà del mercato ha dettato legge. I numeri di vendita raccontano una storia inequivocabile: le due ammiraglie sono diventate prodotti di nicchia.

Nell’ultimo anno fiscale, la somma delle vendite di Model S e Model X non ha raggiunto nemmeno le 50.000 unità a livello globale. Un dato che impallidisce se confrontato con il successo travolgente delle “sorelle minori”, Model 3 e Model Y, che insieme hanno totalizzato quasi 1,6 milioni di consegne. Mantenere linee produttive complesse per volumi così ridotti non rientra più nella logica di efficienza estrema perseguita da Musk.

Da Fremont usciranno robot, non auto

Il destino dello storico stabilimento di Fremont, in California, è forse l’aspetto più futuristico di questa vicenda. La fabbrica non verrà chiusa, ma convertita. Dove oggi nascono le auto di lusso elettriche, domani verranno assemblati gli Optimus, i robot umanoidi di Tesla.

Questo passaggio testimonia la volontà di Musk di diversificare pesantemente il business, scommettendo tutto sull’automazione e sulla robotica avanzata. Lo spazio fisico e le risorse liberate dall’addio alle due ammiraglie saranno interamente dedicati a nutrire le ambizioni dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale applicata.

Come cambia la gamma e cosa ci aspetta

Con l’uscita di scena delle veterane, il listino Tesla viene virtualmente dimezzato. A listino rimarranno:

  • La berlina compatta Model 3
  • Il best-seller Model Y
  • Il pick-up Cybertruck

Tuttavia, il vuoto lasciato al vertice della gamma non resterà tale a lungo, anche se la direzione è diversa. L’attenzione si sposta ora sul 1° aprile di quest’anno, data in cui è prevista la presentazione della versione di produzione della tanto attesa nuova Roadster. Dopo anni di ritardi, la supercar dovrebbe finalmente mostrarsi nella sua veste definitiva.

Guardando ancora più avanti, l’obiettivo è il 2027, anno in cui dovrebbe debuttare il Cybercab, il veicolo completamente autonomo privo di volante e pedali, che promette di rivoluzionare il concetto di mobilità urbana.

L’eredità di una rivoluzione

Non si può chiudere questo capitolo senza riconoscere il tributo dovuto alla Model S. Quando fu lanciata nel lontano 2012, cambiò per sempre la percezione dell’auto elettrica. Non era più un “elettrodomestico” lento e con poca autonomia, ma una berlina desiderabile, veloce e lussuosa.

La prima versione Performance offriva già 416 CV e un’autonomia (seppur sul vecchio ciclo NEDC) di circa 480 km, cifre che all’epoca sembravano fantascienza, proposte a un prezzo che oggi equivarrebbe a circa 112.000 euro. Quell’auto ha aperto la strada a tutto ciò che vediamo oggi sulle nostre strade. Quest’estate, dopo oltre un decennio di servizio, la Model S e la sua compagna Model X andranno in pensione, lasciando un’eredità indelebile nella storia dell’automotive.

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