C’è stato un momento in cui le scelte stilistiche e di usabilità della gamma ID avevano lasciato più di qualche dubbio, sollevando critiche soprattutto tra i puristi del marchio. Oggi, analizzando e guidando in anteprima la nuova Volkswagen ID. Tiguan, si ha la netta percezione che a Wolfsburg abbiano deciso di fare un passo indietro per poterne fare tre in avanti. Questa vettura, che va a sostituire in un colpo solo sia la ID.4 che la ID.5, segna un vero cambio di passo. Abbandona le sperimentazioni più controverse della prima fase elettrica e abbraccia la filosofia “True Volkswagen”: torna a essere un’auto solida, concreta, con un’ergonomia finalmente sensata e una qualità percepita degna del segmento superiore.

Design ed esterni: un taglio netto col passato e proporzioni da vera ammiraglia
Dal punto di vista estetico, l’impatto cambia in maniera sostanziale. La ID. Tiguan adotta il nuovo linguaggio di design Pure Positive, abbandonando le linee un po’ a saponetta della precedente generazione per abbracciare un look molto più muscoloso, pulito e imponente. Le dimensioni crescono di circa 3 centimetri in lunghezza, arrivando a 4.618 mm, con una larghezza di 1.855 mm e un’altezza di 1.619 mm. Il passo rimane invariato a 2,76 metri, ma cambiano gli sbalzi: quello anteriore è stato ridotto, mentre quello posteriore è leggermente allungato. Una scelta che, se da un lato la rende un po’ incuneata nella vista di tre quarti posteriore, dall’altro le conferisce un aspetto molto più piantato a terra, enfatizzato anche da un eccellente coefficiente aerodinamico Cx migliorato a 0,26.
Sul frontale domina quello che io chiamo affettuosamente “il nasone”: un fascione unico trasparente (definito dai designer “Aquarium”) che integra i fari LED Matrix IQ.LIGHT con effetto 3D e il logo Volkswagen retroilluminato. La variante R-Line che ho potuto osservare da vicino sfoggia dettagli specifici in nero lucido, prese d’aria maggiorate e una striscia LED verticale che ricorda le alette di un jet, donandole uno sguardo molto aggressivo. Di lato, le linee sono tese e semplici, impreziosite da cerchi in lega che vanno dai 19 ai 21 pollici (finalmente dal design più aperto e “normale”, meno carenato del solito) e da specchietti satinati davvero eleganti.

Al posteriore troviamo il classico faro unito da parte a parte, anch’esso con animazioni LED 3D personalizzabili, e un portellone bombato che nasconde un’ottima capacità di carico. Le colorazioni, tra cui spiccano il Marble Grey di serie e il nuovo e particolarissimo Olive Bronze metallizzato, aiutano a esaltare i volumi della carrozzeria.
Abitabilità, interni e tecnologia: tornano i tasti fisici e debutta il display passeggero
Se fuori convince, è dentro che la ID. Tiguan fa il salto di qualità definitivo. Lo spazio a bordo è tantissimo: anche seduti dietro, e con il tetto panoramico installato, l’agio per le gambe e per la testa non manca. I materiali sono decisamente curati, con plastiche morbide nella parte alta della plancia e rivestimenti in similpelle TPO (completamente riciclabile) al posto del tessuto visto sui modelli ID più compatti. Un dettaglio che fa la differenza e che denota attenzione alla qualità percepita è la floccatura interna delle tasche inferiori delle portiere: tanti mi dicono che sono fissato, ma è un sinonimo inequivocabile di cura costruttiva. Inoltre, tornano quattro classici attuatori per i finestrini sulla porta del guidatore, abbandonando il poco pratico sistema touch del passato.

L’interfaccia digitale fa un balzo in avanti con l’introduzione di un display panoramico. Oltre al generoso infotainment centrale da 15 pollici, veloce e ben posizionato per non distrarre la vista, e al cruscotto digitale da 10 pollici dietro al volante, per la prima volta su una Volkswagen europea debutta un co-driver display da 12 pollici dedicato al passeggero anteriore. Grazie a un filtro polarizzato (Privacy Mode), il guidatore non può vederne i contenuti, permettendo al passeggero di collegare cuffie Bluetooth, guardare video su YouTube o giocare in totale indipendenza.
Sotto il profilo dei comandi, Volkswagen ha finalmente ascoltato i clienti: il volante della R-Line (ora a due razze) abbandona i controlli capacitivi a sfioramento per tornare ai pratici tasti fisici. Le funzioni di base del climatizzatore sono gestite da pulsanti retroilluminati posizionati su una barra alla base dello schermo, mentre sul tunnel centrale sospeso – ricco di vani portaoggetti profondi e ben organizzati – spiccano due basi di ricarica wireless Qi2 magnetiche, perfette per mantenere saldo lo smartphone anche in curva.
A livello di chicche software, è integrato l’assistente vocale con ChatGPT e c’è la fantastica possibilità di impostare la strumentazione con visualizzazioni Retrò. Dal volante si può richiamare il design dei quadranti della mitica Golf IV, ma dal display centrale si può attingere anche all’estetica di Golf I, Golf II Country, Tiguan I, Race Touareg o Maggiolino. Un tocco nostalgico davvero simpatico.
Spazio di carico intelligente e Vehicle to Load
Il bagagliaio posteriore offre una capienza di 534 litri (espandibili fino a 1.577 litri abbattendo i sedili 40/60 con carico passante). È presente un doppio fondo perfetto per riporre la cappelliera o piccoli oggetti, una presa da 12V e, soprattutto, la predisposizione per il Vehicle to Load (V2L) esterno. Tramite un adattatore PowerSocket collegato alla porta di ricarica, l’auto può erogare corrente fino a 16 ampere per alimentare qualsiasi dispositivo, da una e-bike a un computer. E non è finita: sotto il cofano anteriore è stato finalmente ricavato un frunk da 32 litri, ideale per riporre i cavi di ricarica senza dover svuotare il baule principale.
Motori, batterie e ricarica: efficienza migliorata e fino a 600 km di autonomia
La nuova ID. Tiguan si basa sulla piattaforma MEB+ e offre diverse configurazioni propulsive, sia a trazione posteriore che integrale 4MOTION, per garantire masse rimorchiabili importanti (fino a 2.000 kg).
- Batteria da 58 kWh (chimica LFP): Abbinata a un motore posteriore da 140 kW (190 CV) e 350 Nm di coppia. Scatta da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e offre un’autonomia stimata WLTP di circa 450 km. La ricarica in corrente continua arriva fino a 105 kW (10-80% in circa 26 minuti).
- Batteria da 77 kWh (chimica NMC): Può essere abbinata al noto e super efficiente motore posteriore APP550 da 210 kW (286 CV) e ben 550 Nm di coppia, capace di spingere il SUV fino a 600 km di autonomia e coprire lo 0-100 in 6,6 secondi.
- Versione 4MOTION (AWD): Utilizza la batteria da 77 kWh ma aggiunge un motore asincrono all’asse anteriore per una potenza di sistema di 220 kW (299 CV). L’autonomia scende leggermente a 560 km, ma lo scatto 0-100 si brucia in soli 6,3 secondi.
Le versioni con batteria grande accettano una potenza di picco in corrente continua DC fino a 165 kW, permettendo una ricarica dal 10 all’80% in appena 29 minuti. Per tutte, il caricatore di bordo in corrente alternata AC si ferma a 11 kW.

Prime impressioni di guida a bordo del prototipo
Ho avuto la possibilità di guidare un prototipo ancora camuffato della ID. Tiguan, e la prima percezione è quella di una vettura dalla dinamica decisamente “adulta”. La taratura delle sospensioni, abbinata al sistema DCC monovalvola, lavora in maniera eccellente: l’assorbimento delle buche, anche su strade accidentate o in cemento, è notevole e garantisce un comfort acustico all’interno dell’abitacolo veramente alto. Nonostante la mole, in curva si comporta bene, complice uno sterzo preciso e diretto, e il diametro di sterzata ridotto a soli 10 metri la rende incredibilmente agile anche in ambito urbano.
Molto migliorato il feeling del pedale del freno. Non utilizza lo stesso sistema One Box visto sull’ID. Polo: sebbene mantenga una primissima fase leggermente spugnosa, la risposta è più pronta. Inoltre, la frenata rigenerativa è stata ottimizzata e l’integrazione del sistema One-Pedal Driving rappresenta un valore aggiunto fondamentale in città.
A velocità sostenute, la suite di aiuti alla guida è ineccepibile. Ho testato il Connected Travel Assist con lane centering, cambio di corsia automatizzato e riconoscimento dei segnali stradali: il sistema adatta la velocità in modo fluido, gestendo frenate repentine (come quelle causate da un camion che taglia la strada) con grande naturalezza. In più, il volante capacitivo richiede solo di appoggiare le mani, senza dover applicare fastidiose micro-sterzate per confermare la propria presenza.
Prezzi e disponibilità: quando la vedremo su strada
La Volkswagen ID. Tiguan è senza dubbio lo step evolutivo di cui il mondo ID aveva un disperato bisogno. Mette sul piatto tanta sostanza, un design azzeccato, un’interfaccia finalmente godibile e un’efficienza notevole. Sarà disponibile negli allestimenti Trend, Life, Style e R-Line. Le prime vetture arriveranno nelle concessionarie all’inizio del 2027, affiancando la Tiguan endotermica, con un prezzo di partenza che dovrebbe aggirarsi attorno ai 43.000 euro. Se i vertici di Wolfsburg faranno i bravi con i listini definitivi, questa vettura ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo riferimento del segmento.